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Arbitro assicurativo, come funziona il nuovo sistema per fare ricorso contro le compagnie senza andare in tribunale

Dal 15 gennaio 2026 entra in funzione l’arbitro assicurativo, gestito da Ivass: una procedura semplice, rapida e a basso costo per contestare polizze, risarcimenti e rc auto senza la necessità di essere accompagnati da un avvocato. Ecco chi può usarlo e come.
A cura di Francesca Moriero
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Dal risarcimento che non arriva alla liquidazione ritenuta insufficiente, fino alle controversie su polizze vita o danni: da giovedì 15 gennaio 2026 i clienti delle assicurazioni avranno uno strumento in più per fare valere le proprie ragioni senza dover passare subito dal tribunale. Entra infatti in funzione l'arbitro assicurativo, un nuovo organismo di risoluzione delle controversie pensato per offrire ai cittadini e alle cittadine una via alternativa, più rapida ed economica rispetto alla giustizia ordinaria. La novità arriva in un settore che registra numeri significativi di contenzioso: solo nel 2024, i reca,o presentati alle compagnie assicurative sono stati oltre 113 mila; un dato che, da solo, spiega perché l'avvio dell'arbitro sia guardato con attenzione sia dai consumatori sia dalle imprese.

Cos'è l'arbitro assicurativo e a cosa serve

L'arbitro assicurativo è un organismo indipendente, gestito dall'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass), che ha il compito di esaminare e risolvere le controversie tra clienti e compagnie. Non sostituisce i tribunali, ma offre una strada alternativa per molti casi che finora finivano direttamente davanti a un giudice, con tempi e costi speso molto elevati. Il suo obiettivo è sostanzialmente quello di rendere più accessibile la tutela dei diritti degli assicurati, soprattuto nei casi di importo contenuto o nelle situazioni in cui il contenzioso giudiziario risulterebbe sproporzionato.

Chi può presentare ricorso

La platea dei potenziali ricorrenti è molto ampia. Possono rivolgersi all'arbitro i clienti dell'rc auto, per controversie fino a 2500 euro, ma anche gli assicurati che hanno sottoscritto polizze danni o polizze vita. In sostanza, la maggior parte dei rapporti assicurativi rientra nell'ambito di competenza del nuovo organismo.

Come accedere alla procedura

Per accedere alla procedura non serve un avvocato, ma c'è un passaggio obbligatorio: il cliente deve infatti aver presentato un reclamo formale alla compagnia assicurativa o all'intermediario. Se entro 45 giorni non arriva alcuna risposta, oppure, se la risposta ricevuta non è ritenuta soddisfacente, allora si può attivare l'arbitro. Il ricorso, comporta il pagamento di un contributo di 20 euro, una cifra considerata simbolica rispetto ai costi di una causa civile; se il ricorso viene invece accolto, il contribuito viene poi certamente restituito al cliente.

Quali sono i tempi di decisione

Una volta avviata la procedura il caso viene esaminato da un collegio composto da cinque membri; la decisione deve arrivare poi entro 180 giorni, quindi 6 mesi, con la possibilità di una proroga di altri 90 giorni nei casi più complessi; è poi anche possibile presentare ricorso anche per vicende gia accadute a condizione che il reclamo alla compagnia sia stato presentato nei 12 mesi precedenti e che i fatti contestati non risalgano a oltre tre anni prima.

Perché le decisioni possono avere effetti reputazionali

È importante sapere che le decisioni dell'arbitro non sono formalmente vincolanti per le compagnie assicurative, ma ignorarle non è privo di conseguenze. Se un'impresa non si adegua all'esito del ricorso, infatti, l'inadempimento viene publicato sul sito dell'arbitro per cinque anni e rimane in evidenza per ben sei mesi anche sul sito della compagnia stessa, con un potenziale impatto ovviamente sull'immagine e sulla fiducia dei clienti.

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