Anche la Bulgaria ha adottato l’euro, è il ventunesimo Paese dell’Eurozona: cosa succede adesso

Anche la Bulgaria adotta l'euro, dopo quasi diciannove anni dall’ingresso nell'Unione europea, Alle 23:00 italiane di ieri, mezzanotte a Sofia, la Bulgaria è ufficialmente diventato il ventunesimo Paese dell'Eurozona, quasi 20 anni dopo l'adesione all'Unione Europea.
La piccola nazione balcanica, entrato nell'Ue il 1 gennaio 2007, ha abbandonato il lev, la valuta nazionale in uso a partire dal 1881, nella speranza di avvicinarsi sempre più all'Ue, rafforzando i suoi legami economici con gli altri membri dell'Eurozona. La preoccupazione dei cittadini ora è che l'ingresso nell'unione monetaria possa provocare un'impennata dei prezzi.
Allo scoccare della mezzanotte, le monete bulgare in euro sono state proiettate sull'edificio della banca centrale. I governi che si sono succeduti nel Paese, che conta 6,4 milioni di abitanti, hanno sostenuto l'adesione all'euro, sperando che questo passaggio avrebbe stimolato l'economia del Paese e lo avrebbe protetto dall'influenza russa.
Come sappiamo, i partiti nazionalisti, al contrario, hanno reso la moneta unica un bersaglio identitario. Secondo diverse analisi, campagne di disinformazione legate alla Russia avrebbero contribuito ad alimentare la sfiducia verso l'euro in uno dei Paesi economicamente più fragili dell’Unione.
L’adesione della Bulgaria all'Eurozona è stata approvata dal Consiglio dell’Unione europea l’8 luglio 2025, dopo che Commissione europea e Banca centrale europea avevano certificato il rispetto dei criteri di convergenza: inflazione sotto controllo, finanze pubbliche solide, stabilità del cambio e tassi di interesse allineati. Contestualmente, è stato fissato in modo irrevocabile il tasso di conversione: 1 euro corrisponderà a 1,95583 lev bulgari (BGN).
In realtà la Bulgaria convive da tempo con l’euro. Dal 1997 il lev è stato agganciato prima al marco tedesco e poi alla moneta unica, mentre dal 2020 il Paese partecipa al meccanismo di cambio Erm II. Ma da oggi, 1 gennaio 2026, l'euro smetterà di essere una presenza indiretta e diventa l’unica valuta ufficiale.
Come avviene il cambio della valuta in Bulgaria: il calendario
Ecco il calendario di questo passaggio cruciale per la Bulgaria. Da oggi, 1 gennaio, al 2 marzo 2026 la generalità del pubblico potrà convertire gratuitamente banconote e monete in lev al cosiddetto valore di parità, con un massimale giornaliero di 2.000 lev per persona (circa 1.000 euro). In Italia, come comunicato dalla Banca d’Italia, il cambio sarà possibile presso le filiali di: Milano, Bologna, Roma Sede, Napoli e Catanzaro.
Per le utenze istituzionali con conti presso la Banca d'Italia, la conversione sarà possibile esclusivamente presso la sede di Roma CDM (Centro Donato Menichella). Analoghe soluzioni sono previste dalle altre banche centrali dell’Unione europea, compresa la banca centrale bulgara.
Dal punto di vista normativo, dal 1 gennaio 2026 entra in vigore la modifica del Regolamento CE n. 2866/98, che formalizza il tasso di conversione del lev. Conti correnti, depositi e contratti denominati in lev saranno convertiti automaticamente in euro senza costi aggiuntivi per i clienti.
Per accompagnare cittadini e imprese in questa trasformazione, dall'8 agosto 2025 negozi e servizi sono obbligati a esporre i prezzi sia in lev sia in euro, un obbligo che resterà in vigore fino all'8 agosto 2026. Da oggi inizia una breve fase di doppia circolazione, durante la quale lev ed euro potranno essere utilizzati insieme; dal 1 febbraio 2026 invece l’euro diventerà l’unica valuta accettata per i pagamenti.
I commenti dopo l'adesione della Bulgaria all'Eurozona
In un discorso trasmesso poco prima di mezzanotte, il presidente Rumen Radev ha salutato l'adozione dell'euro come il "passo finale" dell'integrazione della Bulgaria nell'Ue, mentre migliaia di persone a Sofia festeggiavano il Capodanno, nonostante le bassissime temperature. Radev ha tuttavia espresso rammarico per la mancata convocazione di un referendum sull'adozione. "Questo rifiuto è stato uno dei sintomi drammatici della profonda divisione tra la classe politica e il popolo, confermata dalle manifestazioni di massa in tutto il paese", ha aggiunto il presidente bulgaro.
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato che l'ingresso della Bulgaria nell'Eurozona ha segnato "un traguardo importante" che porterà "benefici pratici" ai bulgari. "Renderà più facili viaggiare e vivere all'estero, aumenterà la trasparenza e la competitività dei mercati e faciliterà gli scambi commerciali", ha affermato Von der Leyen.
Il governatore della Banca centrale, Dimitar Radev, ha affermato che l'euro rappresenta molto più di "una semplice valuta: è un segno di appartenenza".
Congratulazioni anche dal commissario Ue all'Economia Valdis Dombrovskis, secondo cui "Questo segna il culmine di un lungo e impegnativo processo e l'inizio di un nuovo capitolo ricco di opportunità per la Bulgaria e il suo popolo".
"Accolgo calorosamente la Bulgaria nella famiglia dell’euro e il governatore Radev al tavolo del Consiglio direttivo della Bce a Francoforte", ha detto Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea, in un comunicato.
"L’euro è un potente simbolo di ciò che l’Europa può realizzare quando lavoriamo insieme, nonché dei valori condivisi e della forza collettiva che possiamo sfruttare per affrontare l’incertezza geopolitica globale che stiamo vivendo in questo momentoì", ha continuato la presidente. La Bce ha celebrato la storica tappa dell’adozione ufficiale dell’euro da parte della Bulgaria illuminando il suo edificio principale a Francoforte, a simboleggiare l’integrazione e l’unità dei 358 milioni di europei che utilizzano l’euro come valuta.
Cosa cambia per la banca nazionale bulgara
Con l’ingresso della Bulgaria nell’area dell’euro, la banca centrale nazionale del Paese entra a far parte dell’Eurosistema e il governatore della Banca nazionale bulgara ottiene così un seggio nel Consiglio direttivo della Bce. La Banca nazionale bulgara diventa inoltre membro a pieno titolo del Meccanismo di vigilanza unico, sebbene il Paese facesse già parte del quadro di cooperazione stretta dall’ottobre 2020.
La Banca nazionale bulgara ha versato la parte restante del proprio contributo al capitale della Bce e ha trasferito il proprio contributo alle riserve ufficiali in valuta estera della Banca centrale europea. Le controparti bulgare dell’Eurosistema potranno partecipare alle operazioni di mercato aperto della Bce annunciate dopo il primo gennaio 2026. Da oggi, il mercato bulgaro ha inoltre aderito ai servizi Target dell’Eurosistema, che garantiscono la libera circolazione di liquidità, titoli e garanzie in tutta Europa.
Cosa pensano i bulgari dell'ingresso nell'Eurozona
Secondo l'ultimo sondaggio dell'Eurobarometro, il 49% dei bulgari sarebbe contrario al passaggio alla moneta unica. Il primo ministro uscente, Rossen Jeliazkov, ha cercato di rassicurare l'opinione pubblica e ha dichiarato di "contare sulla tolleranza e sulla comprensione di cittadini e imprese". Le preoccupazioni dei bulgari sono tutte per l'inflazione. E c'è da dire che non sono del tutto infondate. I prezzi dei prodotti alimentari sono aumentati del 5% su base annua a novembre, più del doppio della media dell'Eurozona, secondo l'Istituto Nazionale di Statistica. Soprattutto i titolari di attività commerciali si sono lamentati della difficoltà a reperire euro, e alcuni negozianti hanno riferito di non aver ricevuto i pacchetti di benvenuto in euro ordinati. Le banche hanno inoltre avvertito che potrebbero verificarsi disagi agli sportelli bancomat nelle prossime ore.