Allarme mutui, le rate continuano a salire e costano fino a 4.200 euro in più all’anno

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A cura di Luca Pons
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La stima è del Codacons, che ha paragonato le migliori offerte disponibili sul mercato dei mutui. Rispetto al 2021, l’altissima inflazione e la decisione della Bce di alzare i tassi di interesse per contrastarla hanno avuto un forte impatto sulle rate dei mutui, sia tasso fisso che variabile.

Prendendo come termine di paragone il 2021, chi accende oggi un mutuo a tasso variabile spende fino a 4.236 euro in più all'anno. Per i mutui a tasso fisso, più tutelati, la differenza arriva comunque a 3.240 euro all'anno, a seconda del tipo di mutuo. È la conclusione raggiunta da un'indagine del Codacons, associazione di consumatori che ha effettuato delle simulazioni utilizzando i tipi di mutui più richiesti in Italia e confrontando le offerte migliori.

Perché aumentano le rate dei mutui

La causa principale degli aumenti è la politica della Banca centrale europea che, dalla metà dell'anno scorso, ha ripreso ad alzare i tassi di interesse. Lo scopo della Bce è limitare l'inflazione, che porta a un aumento di tutti i prezzi. In sostanza, aumentando i tassi di interesse diventa più costoso chiedere un prestito, ad esempio, quindi meno persone lo fanno perché decidono di aspettare che le condizioni economiche siano migliori. Così circola meno denaro e si abbassa l'inflazione.

È un metodo che sembra funzionare, dato che nei primi mesi del 2023 l'inflazione è stata in costante calo. Tuttavia, mentre chi non ha un mutuo può essere costretto ad aspettare che la situazione migliori, chi l'ha già acceso si ritrova a pagare tassi più alti. Una situazione potenzialmente difficile da gestire, tanto che la stessa presidente della Bce Christine Lagarde ha invitato le banche a venire incontro alle famiglie.

Quanto sono cambiate le rate dei mutui a tasso fisso e a tasso variabile

Ecco alcuni esempi. A settembre 2021, il tasso medio che veniva applicato dalle banche (o Taeg, tasso effettivo globale medio) per un mutuo da 150mila euro della durata di 30 anni a tasso variabile era dello 0,48%. Questa era la migliore offerta disponibile sul mercato, e portava a una rata mensile da 442 euro. Per un mutuo a tasso fisso con le stesse condizioni, invece, il Taeg era all'1,04% e la rata mensile era di 481 euro.

Tendenzialmente, i mutui a tasso fisso erano meno economici di quelli a tasso variabile proprio perché, essendo ‘fissi' mettevano al riparo da eventuali cambiamenti della situazione economica. Oggi, con i continui rialzi della Bce, la situazione si è invertita.

Per chi volesse accendere oggi lo stesso mutuo – 150mila euro da ripagare in 30 anni – il Taeg è al 3,62% per il tasso variabile, con una rata mensile da 663 euro (221 euro in più rispetto al 2021). Per il tasso fisso, il Taeg è al 3,17% e la rata mensile è da 631 euro (150 euro al mese in più).

Un secondo esempio è quello di un mutuo da 100mila euro da restituire in 25 anni. A settembre 2021, per il tasso variabile il Taeg era allo 0,42% e questo si traduceva in una rata mensile di 346 euro. Per il tasso fisso, il Taeg era allo 0,98%, con un pagamento mensile previsto di 370 euro. Nel 2023, i rispettivi Taeg sono saliti a 3,62% e a 3,24%, con rialzi delle rate mensili di 145 euro per il variabile e di 104 euro per il fisso.

Infine, per un mutuo da 200mila euro della durata di 20 anni – il più costoso dei tre presi in esame – le condizioni a settembre 2021 erano le seguenti: per il tasso variabile Taeg allo 0,39% e rata mensile di 858 euro; per il tasso fisso, Taeg dello 0,86% e rata di 903 euro al mese. Oggi, per un mutuo simile a tasso variabile il Taeg è salito al 4,19% e la rata a 1.211 euro. Si parla di 353 euro in più al mese, ovvero 4.236 euro all'anno, come detto. Per un tasso fisso l'offerta migliore oggi è al 3,81% e la rata risulta di 1.173 euro al mese: 270 in più, 3.240 all'anno.

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