Alla Camera stipendi d’oro per tutti: 400mila ai commessi, 136mila all’elettricista

Come accertato da diverse ricerche nazionali e internazionali in Italia la distanza tra lo stipendio medio di un lavoratore di un'azienda e quello dei dirigenti della stessa società si va sempre più allargando arrivando oggi ad una proporzione pari a 531 contro 1. Unica eccezione però sembra il Parlamento italiano dove la differenza tra la base e il vertice è decisamente minimo soprattutto se raffrontato con il resto del Paese. Come spiegato dal Corriere della Sera, questo è quanto emerge consultando il bilancio della Camera dei deputati, in questi giorni all’esame dall’Aula. Potrebbe essere una buona notizia dunque per il risparmio delle casse pubbliche, ma in realtà a ben vedere questa differenza minima ad esempio tra elettricista e il segretario generale della Camera, non è dovuto all'abbassamento dello stipendio del vertice bensì ad un aumento considerevole di quello della base.
Insomma alla Camera dei deputati largo agli stipendi d'oro per tutti, così per gli operatori tecnici, categoria a cui appartengono tra gli altri centralinisti, elettricisti e il barbiere di Montecitorio, è riservato uno stipendio annuo di poco superiore ai 30 mila euro lordi, ma già dopo dieci anni di lavoro la loro busta paga è quasi raddoppiata, superando quota 50 mila, e a fine carriera può arrivare addirittura a 136 mila euro l’anno. Uno stipendio decisamente superiore al resto dei lavoratori, sia del settore privato che di quello pubblico. Ancora meglio va agli oltre quattrocento commessi di Montecitorio, che guadagnano in media quanto il direttore di una filiale di banca pur avendo mansioni decisamente inferiori, e ai consiglieri parlamentari che in media prendono lo stesso stipendio di un primario ospedaliero.