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Accolse in famiglia 6 ragazzi africani, la storia di Calò: “Stato che non sa gestire migrazioni è fallito”

Il professore Antonio Silvio Calò torna a parlare di accoglienza diffusa e gestione del fenomeno migratorio: “Sono a disposizione del governo per il bene comune”
A cura di Elia Cavarzan
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Antonio Calò
Antonio Calò

Una lunga intervista quella concessa dal Professor Calò a Fanpage.it dopo quasi un anno di silenzio, o come dice lui, "di presenza carsica all'interno del dibattito migratorio". Attualmente Presidente del Ve.Ri.Pa di Venezia, il professor Antonio Silvio Calò, nel 2015, assieme a tutta la sua famiglia, aveva deciso di ospitare in casa sei ragazzi africani. Un'esperienza unica che lo portò a ricevere le più alte onorificenze di Stato e nel 2018 a vincere il premio Cittadino Europeo dell'anno.

"Uno Stato che in 20 anni non è riuscito a trovare un modo per gestire il fenomeno migratorio è uno Stato fallito"; Antonio Calò va dritto al punto, forte del pensiero che accogliere, oggigiorno, significa solamente una cosa: "Occuparsi di pace, pace tra continenti e pace sociale in Europa".

"E mettiamocela via, l'Onu lo ripete da tempo. I grandi fenomeni migratori non esistono in Europa, ma si verificano intra continenti: all'interno del continente africano, in America Latina, e così via. Qui non c'è nessuna invasione. Diffidiamo da quanti parlano di risolvere il fenomeno migratorio, non si risolverà mai, si può solo gestire", incalza il professor Calò.

"Gestione significa accompagnare, ed è quello che abbiamo fatto noi in famiglia ed è quello che faceva a modo suo lo Sprar che di fatto, funzionava. Lo abbiamo destrutturato e rovinato", dice ancora Calò. Il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati da anni non esiste più, ma che nel tempo "seppe garantire una gestione altra da l'ammassamento di centinaia e centinaia di profughi in paesini da poche migliaia di persone, come accadde a Cona".

"Noi proponiamo da sempre, un modello di accoglienza diffuso", spiega Antonio Calò, "che prevede l'inserimento di un nucleo di sei persone richiedenti asilo ogni cinquemila abitanti. Ripeto, sei persone ogni cinquemila abitanti. Chiediamoci se riusciamo a farlo".

E da qui, la proposta: "Sono a disposizione di questo governo per girare in lungo e in largo l'Italia. Per sedermi attorno ad un tavolo e lavorare per il bene comune. Faccio un invito a tutti: Ministri, Onorevoli, cittadini, ad andare nelle scuole elementari del proprio paese ed aspettare la ricreazione. Quello che vedrete è il futuro dell'Italia, vi renderete conto che la storia è già andata avanti e che non bisogna avere paura".

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