A Garlasco e Palmoli la propaganda di Meloni ha funzionato: vince il Sì al referendum sulla giustizia

Evidentemente la propaganda di Meloni non è stata un flop completo. Alla fine la narrazione portata avanti dal governo sulla riforma della giustizia è riuscita a fare breccia a Garlasco, la cittadina del Pavese travolta dal delitto di Chiara Poggi, e a Palmoli, finita al centro dell'attenzione mediatica per il caso della famiglia nel bosco. Entrambe le cittadine hanno premiato il Sì alla riforma: la prima con il 62,6%, la seconda con il 51,1%.
Nei mesi di campagna elettorale i fatti di cronaca che hanno reso noti i due Comuni al grande pubblico erano stati citati dalla premier e trasformati in argomentazioni per convincere gli italiani a votare Sì. In particolare, lo slogan su Garlasco, gridato dal palco di Atreju lo scorso dicembre era stato tra i più discussi.
"Votate perché non ci debba più essere una vergogna come quella che stiamo vedendo a Garlasco, ultimo caso solo dal punto di vista temporale di una giustizia che va profondamente riformata", gridava la premier. Salvo poi fare un passo indietro all'ultimo, solo pochi giorni fa, quando incalzata da Mentana su cosa c'entrasse l'indagine sull'omicidio di Chiara Poggi con la riforma, Meloni ha tentennato: "Sul tema di Garlasco… Voi dite che l'ho citato, probabilmente l'avrò citato. L'avrò citato perché è un caso di giustizia che chiaramente sta impattando molto e perché a un certo punto ha coinvolto anche dei magistrati che al tempo non avevano fatto il loro lavoro".
Ma nonostante l'amnesia dell'ultimo minuto, la campagna su Garlasco pare aver funzionato, quantomeno tra i cittadini del Comune pavese, che hanno votato in massa a favore della riforma. La cittadina segnata dalla cronaca nera e da anni di processi sembra aver creduto alle promesse di Meloni e Nordio, sebbene entrambi si siano ben guardati dallo spiegare come separazione delle carriere, sdoppiamento del Csm e Alta Corte avrebbero potuto evitare un nuovo Garlasco. Il Sì ha raggiunto il 62,4% delle preferenze, superando ampiamente il No, al 37,6%. Un dato confermato (seppur in misura nettamente inferiore) anche a livello Regionale: la Lombardia è una delle tre Regioni (assieme a Friuli e Veneto) dove il Sì ha retto.
In controtendenza rispetto alla sua Regione invece è Palmoli, dove il Sì ha totalizzato il 51,1% dei voti. In Abruzzo infatti – Regione peraltro governata da Fratelli d'Italia – ha vinto il No con 51,7% e pure a Chieti, con il 52,8%. Dunque, come a Garlasco, anche sul piccolo Comune toccato dal caso della famiglia nel bosco la propaganda del governo potrebbe aver fatto colpo.
In questi mesi la maggioranza è entrata a gamba tesa sulla vicenda dei bambini allontanati dai loro genitori su decisione del Tribunale dell'Aquila, sfruttando l'occasione per colpire giudici e sponsorizzare la riforma. L'invito del presidente del Senato, Ignazio La Russa, annunciato a tre giorni dal referendum, l'ispezione avviata dal ministro Nordio, gli auguri social di Matteo Salvini per la Festa del Papà con la foto Nathan Trevallion sono solo alcuni degli ultimi tentativi di strumentalizzare il caso per fini propagandistici.
A livello nazionale gli sforzi non hanno prodotto l'effetto sperato. Con grande rammarico del centrodestra, la riforma è stata bocciata e il governo ha incassato una sconfitta tonda e netta. Almeno a Garlasco e Palmoli Meloni potrà consolarsi pensando di esser stata abbastanza convincente.