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Il piano inclinato verso l'autocrazia non è un'ipotesi allarmistica, ma una realtà sostenuta dai fatti che ogni giorno ci accadono intorno. L’ultima iniziativa di Azione Studentesca, organizzazione collegata a Fratelli d’Italia è la creazione di liste di docenti accusati di "propaganda di sinistra", basate su segnalazioni arbitrarie degli studenti.
La cultura come campo di battaglia
D’altronde, cosa ci possiamo aspettare da un’organizzazione giovanile che sul proprio sito passa dall'arditismo con tanto di coltello tra i denti di un eroe della Grande Guerra, alla lotta al pensiero unico e al DDL Zan, che usa una croce Bretone come simbolo solo perché quella celtica sarebbe stata troppo vistosa e che nasce in uno “spazio identitario” come Casaggì — un nuovo modo di autodefinirsi dei fascisti — lo stesso luogo che ha visto nascere la casa editrice Passaggio al Bosco, quella che ha nel catalogo gli ideologi del nazismo e dell’antisemitismo europeo, quella casa editrice al centro delle polemiche all'unltima fiera della piccola e media editoria. Quelli in cui viviamo sono i tempi in cui gli Stati Uniti vivono una fase di oscurantismo politico interno, dove sembra di essere tornati al maccartismo e alla necessità di giurare di essere anticomunisti, in Italia invece sembra la normalità qui non rinnegare il fascismo e, anzi, adottarne i metodi intimidatori.
Quello slogan “siete solo dei poveri comunisti” di berlusconiana memoria, tirato fuori contro gli studenti che contestavano la ministra Bernini ad Atreju, nasconde l’identità di questa destra che non ha rotto i ponti con il proprio passato, ma che fa dell’anticomunismo la base identitaria che accomuna tutti e tre i partiti della maggioranza.
L’idea che passa da questa azione di schedatura è quella di avere un canale diretto con il Ministero per segnalare singoli professori; questo trasforma l’istituzione scolastica in un campo di sorveglianza politica, dove il dissenso viene trattato come una colpa da censire.
Il nodo centrale riguarda il rapporto della destra post-fascista con l'educazione e la cultura. Si tratta di ambiti in cui questa area politica si è sempre percepita come minoritaria, vittima di un’egemonia culturale altrui che le avrebbe precluso i luoghi del potere. Oggi, questa sensazione di inferiorità storica si trasforma in spirito di rivalsa.
“La scuola è nostra” recita il volantino del questionario, la stessa frase che campeggiava sullo striscione di Atreju dopo l’evento sulla scuola e al centro di quella foto c’era la sottosegretaria all'istruzione .
Revisionismo e intimidazione
La scuola è diventata un terreno di scontro ideologico, esattamente come la giustizia. Lo confermano le politiche del Ministero guidato da Valditara sulla teoria gender e sul revisionismo storico, o l'operazione culturale della RAI sulle figure legate al fascismo. L'obiettivo non è il pluralismo, ma la riscrittura della storia e l'occupazione dei posti di comando.
Schedare i professori significa metterli in una condizione di sudditanza psicologica rispetto ai giovani militanti della destra al governo. È una forma di intimidazione che segue altri segnali recenti, come la schedatura degli studenti palestinesi da parte del Viminale, inizialmente derubricata a questione di sicurezza territoriale.
Il modello della democrazia illiberale
Il quadro si allarga se osserviamo la gestione dell'ordine pubblico: dalle ronde di strada giustificate dalla retorica sulla criminalità alla gestione dei flussi migratori. Il prossimo 4 febbraio, il Consiglio dei Ministri discuterà nuovi decreti sicurezza che prevedono ulteriori restrizioni alle libertà collettive e alla possibilità di manifestare il dissenso.
Siamo di fronte a un percorso che ricalca il modello ungherese di Orbán o quello polacco del PiS. Si scivola verso un sistema dove le istituzioni democratiche vengono svuotate dall'interno per favorire una struttura autocratica. In questo schema, la libertà di insegnamento è un ostacolo da rimuovere attraverso la delega del controllo ai militanti. È la transizione verso una società dove esiste un vertice e tutto il resto è chiamato all'obbedienza.