Una persona è stata arrestata, altre trentatré sono state iscritte nel registro degli indagati, mentre 82 dispositivi elettronici sono stati sequestrati, tutti contenenti migliaia di file pedopornografici: è il risultato su una vasta operazione condotta dal Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni Friuli Venezia Giulia volta al contrasto della pedopornografia online e dello sfruttamento sessuale minorile. A coordinare le indagini è stata la Procura Distrettuale di Trieste che ieri ha ordinato l’esecuzione, in collaborazione con i Compartimenti della Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana, Liguria, Marche, Lazio, Campania, Calabria, Puglia, Sardegna, Sicilia, Trentino e Emilia Romagna, di 37 decreti di perquisizione a carico di altrettanti soggetti residenti in varie regioni italiane.

Le indagini hanno avuto inizio nell'aprile del 2018 sotto il coordinamento del Centro Nazionale di Contrasto alla Pedopornografia on line del Servizio Polizia delle Comunicazioni (CNCPO) di Roma. Durante la normale attività di monitoraggio dl web, gli operatori della Sezione Polizia Postale e delle Comunicazioni di Udine hanno scoperto su Instagram un profilo nel quale venivano pubblicizzate piattaforme social e di messaggistica istantanea attraverso le quali, con modalità di ingaggio e permanenza particolarmente complicate, si sarebbero potuti visualizzare e scambiare contenuti di natura pedopornografica.

Per portare alla luce la fitta trama di personaggi attivi nello scambio di video e foto pedopornografiche è stata quindi attivata un’attività “sotto copertura” attraverso la quale, grazie a un profilo falso, gli operatori della Polizia Postale sono riusciti a farsi accreditare nella ristretta cerchia di amicizie. Tramite questa procedura è stato possibile individuare una stretta correlazione fra tanti account pedopornografici, le cui analisi hanno consentito di ricostruire le modalità criminose messe in atto.  Durante le attività di perquisizione sono stati posti sotto sequestro 47 smartphone, 4 tablet, 2 computer portatili, 27 hard disk e 2 play station contenenti migliaia di video e immagini di abuso nei confronti di minori.