Dopo poche ore di carcere, è tornato in libertà Denis Panduru, l'autista di 51 anni che venerdì scorso era al volante dello scuolabus pieno di studenti di scuole elementari e medie che si è rovesciato nel territorio del comune di Arquà Petrarca, nel Padovano. L'uomo, che si era reso protagonista anche di una fuga dopo il drammatico incidente in cui sono rimasti feriti diversi ragazzini, è stato rimesso in libertà per ordine del giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Rovigo. Nel corso dell'udienza di convalida dell'arresto, infatti, il gip pur convalidando il fermo disposto dalle autorità di polizia ha disposto per lui un misura cautelare meno restrittiva degli arresti. In attesa del processo a suo carico, il cinquantunenne ha il solo obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria.

Dopo lo schianto lungo la strada provinciale e la fuga senza preoccuparsi di soccorrere i ragazzini coinvolti né chiamare i soccorsi, l'uomo deve rispondere dei reati di fuga in caso di incidente con danni alle persone, lesioni personali colpose plurime e guida in stato di ebbrezza. Come accertato dagli esami del sangue dopo l'arresto ad opera dei carabinieri, infatti, l'uomo aveva bevuto ed ubriaco al momento dello schianto. Un vizio che purtroppo pare lo abbia già messo nei guai in passato. L'autista infatti già noto alle forze di polizia proprio per i suoi problemi con l’alcol e gli era sta anche ritirata la patente due anni fa per guida in stato di ebbrezza.

Circostanze ed episodi che insieme ad alcuni precedenti penali per maltrattamenti e violenza sessuale in ambito familiare e lesioni personali e minacce dopo una lite in strada, hanno scatenato una valanga di polemiche contro la società incaricata del trasporto dei piccoli alunni. L'autista infatti era un dipendente di una cooperativa che lo aveva ritenuto in grado di svolgere quel lavoro delicato. "Già ad aprile alcuni genitori si erano lamentati per come Panduru conducesse il mezzo. Dicevano che andava troppo veloce e non facesse rispettare l’ordine e la disciplina a bordo” ha rivelato il primo cittadino di Arquà Petrarca. Dalla società di trasporto però si difendono spiegando che è un lavoro dove vi è un elevato turnover e che erano all'oscuro dei suoi precedenti.