Il governo, attraverso le parole di Armando Siri (Lega), sottosegretario alle Infrastrutture, ha svelato che la pace fiscale potrebbe comportare tre scaglioni di pagamento al 6%, al 10% e al 25% "a seconda della posizione patrimoniale e reddituale del contribuente". Lo ha annunciato in vista della messa a punto del decreto fiscale collegato alla manovra, del quale rappresenta uno dei cardini più importanti. L'aliquota del 6%, ha precisato ancora Siri, potrebbe per esempio essere riservata ai contribuenti monoreddito con un figlio minorenne a carico. "Un problema politico non c'è. Qualcuno dei tecnici ora dice che il saldo e stralcio crea un buco nel bilancio dello Stato, ma la si sta facendo più complicata di quella che è. Non ha nessun senso tenere a bilancio partite che sono come limoni secchi", ha sottolineato ancora Siri.

L'obiettivo, stando alle parole del sottosegretario leghista, sarebbe portare il decreto in consiglio dei ministri lunedì ma "a patto che sia coerente con i nostri propositi", ha precisato. "La proposta della Lega è molto chiara e non abbiamo intenzione di fare passi indietro, per noi è saldo e stralcio delle posizioni di chi non riesce a fare fronte ai pagamenti di Equitalia. Non vogliamo compromessi tecnici". Siri conclude affermando che "la pace fiscale non è per gli evasori, ma per chi è in regola con la dichiarazione dei redditi e non ha risorse per pagare perché ha difficoltà economiche". E non manca di tirare in ballo l'alleato della lega al governo: "Il Movimento 5 Stelle se c'è da dare una mano ai contribuenti in difficoltà che non sono evasori sono certo che non avrà alcun problema".