"Più biblioteche e meno librerie". Non si tratta di uno slogan, ma di un dato reale che riguarda tutto il territorio italiano. Ad occuparsi della ricerca "Book Desert" è stato il professor Filippo Celata, docente all'Università di Roma La Sapienza. Celata ha condotto una mappatura del territorio italiano analizzando la situazione delle biblioteche pubbliche, cioè quelle non specializzate e ad accesso libero che sono gestite da amministrazioni o enti pubblici. Il risultato è sorprendente: le biblioteche non soltanto sono quasi il doppio delle librerie, ma sono anche più diffuse. Mentre le librerie resistono a fatica, le biblioteche sembrano destinate ad un futuro più roseo: "Basti pensare che i tre quarti dei Comuni italiani ne includono almeno una, mentre nel caso delle librerie solo un Comune su sei".

Biblioteche pubbliche ad alta diffusione e vicino casa

Il fenomeno va anche in controtendenza con i disequilibri delle librerie: meno disuguaglianza e più omogeneità. Una diffusione leggermente maggiore al Sud rispetto al Nord, nonché un numero maggiore nelle aree a bassa urbanizzazione.

L'84% della popolazione ha a disposizione almeno una biblioteca a meno di 5 minuti da casa, e il 98% a meno di 15 minuti in auto (per le librerie tali percentuali sono rispettivamente del 60% e dell’83%). E in questo caso gli squilibri tra diverse zone del paese sono notevolmente minori. In rapporto alla popolazione le biblioteche nel Mezzogiorno sono anche leggermente di più rispetto al Centro-Nord, sebbene relativamente un po' meno fornite e più disperse. Nelle aree a bassa urbanizzazione il patrimonio bibliotecario censito è circa la metà, sempre in rapporto alla popolazione, rispetto alle aree ad alta urbanizzazione, e la frequenza sul territorio delle biblioteche è circa 3 volte inferiore; ma il numero di biblioteche è decisamente maggiore: una ogni 2.500 abitanti contro una ogni 15.000 abitanti.

Come si osserva dalle mappe il grado di concentrazione delle biblioteche in alcune aree è ottimo, permettendo quasi a tutti di avere a disposizione almeno una biblioteca entro una soglia ragionevole di distanza. Alla "efficienza spaziale" del servizio (ovvero la distanza media tra il servizio e la sua potenziale utenza) non è detto, però, che corrisponda anche un'effettiva qualità del servizio, ma al momento questo dato non è stato ancora approfondito, così come "quanto o da chi tali biblioteche siano fruite".

Quello che Celata tende ad evidenziare, invece, è "come il mercato inevitabilmente crei e rafforzi squilibri e disuguaglianze", sia attraverso l'usuale “tirannia della distanza” che caratterizza i servizi tradizionali, sia attraverso quella che lui definisce la “dittatura degli algoritmi” imposta dalle piattaforme digitali, tra cui Amazon.