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Il centrodestra resiste a Reggio Calabria, ma l’effetto Vannacci non si è esaurito

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Di norma, quasi nessuno si interesserebbe delle elezioni suppletive per riempire un seggio rimasto libero in Parlamento, dopo che il suo precedente occupante è stato eletto sindaco. Questa volta, però, un elemento ha attirato particolarmente l’attenzione: un candidato di Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci, si è presentato in corsa contro quelli di centrodestra e centrosinistra. Forzando un po’ la lettura, nelle scorse settimane questo appuntamento è stato presentato (soprattutto dai vannacciani) come un banco di prova per quello che potrebbe succedere a livello nazionale alla prossima tornata elettorale. Un esperimento per testare quanti voti il partito dell’ex generale potrebbe “rubare” alla coalizione di centrodestra. Ma, almeno questa volta, l’emorragia di consensi dalla destra all’estrema destra non c’è stata.

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I risultati delle suppletive a Reggio Calabria

Fabio Roscioli, candidato della coalizione di centrodestra ed esponente di Forza Italia, ha preso il 51% dei voti, conservando facilmente il seggio che era stato di Francesco Cannizzaro, anche lui di Forza Italia. Dietro di lui Frank Benedetto, candidato del centrosinistra, con il 36%. Domenico Giannetta, il candidato di Futuro Nazionale, si è fermato all’11%. Una precisazione: fino a non troppe settimane fa proprio Giannetta era il capogruppo di Forza Italia in Calabria: un politico affermato, che nel tempo ha raccolto – al di là della casacca di partito indossata – un bacino abbastanza ampio di consenso personale.

Non c’è troppo da stupirsi, insomma, che molte persone abbiano votato per lui. Il punto è che queste non sono state abbastanza da mettere in difficoltà il candidato della coalizione di governo. Il grande timore era che riuscisse ad arrivare sopra il 15% e che quindi, sommandosi al centrosinistra, impedisse al centrodestra di superare la soglia di maggioranza. Ma alla fine il distacco di Roscioli è stato superiore.

La reazione del centrodestra di governo

Giorgia Meloni ha commentato:

“Il centrodestra si conferma unito anche nelle suppletive di Reggio Calabria, imponendosi sul campo larghissimo delle opposizioni. Complimenti a Fabio Roscioli per il risultato e grazie a tutti gli elettori che hanno scelto di darci fiducia. Un voto che premia ancora una volta una coalizione compatta, radicata e capace di parlare ai territori”.

Antonio Tajani invece, segretario di Forza Italia, ha rilasciato un’intervista a La Stampa, dicendo:

“Il centrodestra ha dimostrato di saper vincere autonomamente, con un risultato superiore a ogni aspettativa. È stato Vannacci a candidarsi contro di noi e a cercare di farci perdere, non c’è molto altro da aggiungere. Il voto utile tanto invocato è stato quello alla nostra coalizione, utile per sconfiggere la sinistra. Futuro Nazionale si è schierato contro di noi, ci ha attaccati e insultati, dicendo che sarebbe stata la nostra Sassonia. Alla fine è stata la loro”.

Futuro Nazionale all'11%

Ci sono delle precisazioni da fare, però. Le cose sicuramente potevano andare peggio, per il centrodestra di governo. Ma comunque Futuro Nazionale ha superato la soglia psicologica del 10% e la prossima settimana, quando alla Camera tornerà la riforma della legge elettorale, i vannacciani potrebbero far pesare il loro voto. Continuando, nel frattempo, ad accogliere parlamentari leghisti, forzisti o meloniani, che puntano ad assicurarsi un posto in Parlamento nel 2027 quando, in teoria, tutto il Paese sarà chiamato alle urne.

La questione Vannacci

Quell’11% conquistato dal candidato di Futuro Nazionale non va sottovalutato. Il centrodestra di governo sbaglierebbe, se pensasse che l’effetto Vannacci si sia già sgonfiato. Se pensasse che non servisse cautela, nel trattare con l’ex generale nei prossimi mesi, quando si aprirà ufficialmente la campagna elettorale. E quando ci saranno anche altri appuntamenti, come le amministrative a Milano, dove nella coalizione non c’è ancora una quadra sul candidato unitario, che metta d’accordo tutti i partiti, da Forza Italia alla Lega.

Insomma, poteva sicuramente andare peggio, ma poteva anche andare meglio.

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