nave crociera

Ha trascorso 36 ore da incubo Manrico Giampedroni, commissario di bordo della nave da crociera Costa Concordia, affondata venerdì sera. Queste le prime parole dell'uomo, 57 anni, una volta raggiunto l'ospedale di Grosseto, "Ho sempre sperato nella salvezza, ma ho vissuto 36 ore da incubo". Il commissario si era prodigato nell'aiutare molti naufraghi, era al lavoro da venerdì sera, quando la nave Costa Concordia aveva iniziato ad imbarcare acqua, prima di arenarsi al largo dell'Isola del Giglio. Una figura eroica, quella del commissario Manrico, in netta contrapposizione rispetto a quanto riferito sul conto del comandante, Francesco Schettino, in stato di fermo presso il carcere di Grosseto: su di lui gravano pesanti accuse, poiché avrebbe lasciato l'imbarcazione a mezzanotte, in pieno naufragio, abbandonando la gestione dei soccorsi.

Costa Concordia: dispersi e superstiti

L'operazione di salvataggio ha avuto dei connotati quasi spettacolari, quando il commissario Manrico è stato messo su una barella e immobilizzato, prima che l'elicottero calasse un verricello per portare l'uomo in ospedale. Dopo aver messo in salvo diverse persone, il commissario Giampedroni era sceso al piano sottostante per verificare la presenza di eventuali passeggeri ma, scivolato, si era rotto una gamba, rimanendo bloccato nel ristorante del terzo ponte.

Il commissario Giampedroni è uno dei tre passeggeri della Costa Concordia salvati questa mattina, dopo una coppia di coreani che si trovava a bordo della nave in viaggio di nozze. Due giapponesi avevano raggiunto spontaneamente un commissariato di polizia a Roma, prima che i dispersi venissero schedati e censiti. Si è ancora alla ricerca di 17 dispersi.

E' dell'ultimo minuto la notizia del ritrovamento di 2 cadaveri a bordo della nave Costa Concordia. I sommozzatori hanno riferito che si tratta di tre persone anziane.