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Whirlpool chiude a Napoli, la rabbia degli operai
15 Agosto 2021
13:36

Whirlpool Napoli, Ferragosto di protesta per gli operai e un minuto di silenzio per Gino Strada

Ferragosto in fabbrica per gli operai dello stabilimento Whirlpool di via Argine a Napoli, per tenere alta l’attenzione sulla vertenza che si trascina ormai da maggio 2019 e che vede a rischio il posto di lavoro per 340 operai. “Siamo qui per ricordare che il diritto al lavoro non va in vacanza”, spiegano gli operai. Osservato anche un minuto di silenzio per ricordare Gino Strada, fondatore di Emergency.
A cura di Giuseppe Cozzolino
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Whirlpool chiude a Napoli, la rabbia degli operai

Ferragosto di protesta per gli operai dello stabilimento Whirlpool di Napoli, il terzo di fila per i lavoratori di via Argine. Una protesta annunciata e che ancora una volta ha portato gli operai a chiedere alle autorità una soluzione della vicenda, che si trascina ormai da maggio 2019 e che vede ad un passo dal licenziamento tutti i 340 lavoratori della fabbrica.

Durante il presidio, gli operai hanno anche ricordato Gino Strada, il fondatore di Emergency scomparso nelle scorse ore: a lui è stato dedicato un minuto di silenzio durante il presidio, iniziato alle 10 di questa mattina e terminato solo dopo le 13. "Era importante essere qui oggi, per ricordare a tutti che il diritto al lavoro non va in vacanza. Vogliamo il rispetto degli accordi che Whirlpool in questo momento sta stracciando", spiegano gli operai. Alle proteste ha partecipato portando la propria solidarietà anche il comitato Cantiere 167 Scampia.

La vicenda Whirlpool è iniziata nel maggio 2019, quando la multinazionale aveva comunicato tra lo stupore generale la decisione di chiudere lo stabilimento di via Argine, nel quartiere napoletano di Ponticelli. Da allora fino ad oggi sono seguiti 27 mesi di lotta per gli operai: mesi che hanno visto tavoli di trattative, presidi al Ministero dello Sviluppo Economico, ma anche clamorose proteste come il blocco autostradale della Milano-Napoli, l'occupazione dei binari della Stazione Centrale di Napoli, delle banchine del Porto, e perfino dell'area imbarchi dell'Aeroporto di Capodichino. Ma finora, tutto si è rivelato inutile: la volontà della Whirlpool di chiudere uno stabilimento considerato non più sostenibile è rimasta invariata. Ma gli operai non si arrendono: "Napoli non molla, andremo avanti ad oltranza", hanno ribadito nella giornata di oggi.

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