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Violenze nel carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta)

Violenze in carcere a Santa Maria Capua Vetere, il pm: “Pestaggio per annientare i detenuti”

Il pestaggio di massa avvenuto nel 2020 nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, per il pm Pinto, avrebbe avuto come obiettivo l’annichilamento dei detenuti; al processo sono imputati 105 tra agenti della Penitenziaria, funzionari del Dap, operatori e medici della struttura.
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A cura di Nico Falco
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I pestaggi avvenuti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere avrebbero avuto un obiettivo preciso: quella "violenza di massa" sarebbe stata "volta all'annichilimento e alla deumanizzazione dei detenuti", attraverso "percorse, colpi, derisioni e umiliazioni". È quello che ha sostenuto il pm Alessandra Pinto nel descrivere le modalità operative della perquisizione straordinaria avvenuta nel carcere del Casertano il 6 aprile 2020, durante la quale 300 agenti pestarono altrettanti detenuti del reparto Nilo.

Al processo, in corso nell'aula bunker allestita nel carcere sammaritano,  sono imputati 105 tra agenti penitenziari, funzionari del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria, operatori e medici del carcere. Il pubblico ministero Pinto, nel corso della requisitoria aperta nell'udienza del 29 giugno dall'altro pm, Alessandro Milita, ha mostrato i video delle violenze per dare sostanza soprattutto all'accusa di tortura, che viene contestata a una cinquantina di imputati, e che richiede un mix continuativo di violenza fisica e psicologica.

Quei video sono stati registrati dalle telecamere di sicurezza interne del carcere, quelle che, secondo il pm Milita, gli agenti credevano fossero spente e oggetto, come emerso dalle indagini, di un tentativo di manomissione che sarebbe stato messo in atto proprio dai poliziotti della Penitenziaria.

Le immagini, recuperate dai carabinieri, per il pm Pinto sono state fondamentali per "confermare il narrato delle vittime e a volte a correggerlo; video che ci consentono di accertare la materialità visiva delle sofferenza, di descrivere la violenza disumana commessa, e che spesso sono gli unici elementi di prova, visto che molte persone offese non sono state sentite".

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