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Violenze nel carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta)
7 Luglio 2021
7:28

Santa Maria Capua Vetere, violenza in carcere. Parla il figlio di un detenuto: “Paura di ritorsioni”

Chiede di non mostrare il volto, non perché non crede nella denuncia che affida ai giornali, ma perché ha paura. Suo padre è ancora detenuto all’interno del carcere di Santa Maria Capua Vetere e non ha denunciato quanto sostiene di aver subito. Avrebbe raccontato tutto al figlio, solo 2 mesi dopo il 6 aprile del 2020. Oggi, che quella “orribile mattanza”, come definita dal gip Sergio Enea, è stata resa pubblica anche dai video della sorveglianza, quel racconto è restituito a Fanpage.it dal figlio. Mentre si attende che sia chiarito ogni aspetto dalla Procura locale e che la giustizia faccia il suo corso.
A cura di Gaia Martignetti
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Violenze nel carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta)

«Ha detto so che mi hanno picchiato 5 persone, perché quando sono stato messo faccia a terra ho contato i piedi e poi non ho capito più niente». Chiede l'anonimato, non perché non crede nella denuncia che affida a Fanpage.it, ma perché ha paura. Suo padre è ancora detenuto all'interno del carcere di Santa Maria Capua Vetere, nel reparto dove gli ha raccontato di aver subito violenza il 6 aprile 2020. Perché questa paura? Irrazionale forse, ma frutto probabilmente di quanto visto nelle immagini della sorveglianza, che ha ripreso quanto avvenuto nelle mura della casa circondariale "Francesco Uccella".

«Ho paura che io venga riconosciuto e venga riconosciuto come il figlio di e qualcuno faccia pagare il prezzo di questa intervista a mio padre, il costo di questa intervista. Perché dopo tutto quello che hanno fatto e che ho visto, veramente vedo persone che sono pronte a tutto».

Quello che hanno visto i suoi occhi è ormai di dominio pubblico, nelle immagini di quel giorno. Il racconto della verità di suo padre invece è simile, se non identico, a quelli degli altri detenuti e familiari. Manganellate da più persone, «lo picchiavano ovunque si trovasse», racconta. Suo padre, a differenza degli altri detenuti ascoltati nel corso dell'inchiesta, non ha però denunciato. Perché? «Non lo so se denuncerà perché è in uno stato di paura assurdo. Mio padre è un'altra persona, è cambiato totalmente, ha perso peso, è 69 chili è irriconoscibile fisicamente. Mentalmente non fa altro che dirci "quando esco?", mio padre vuole uscire, non ce la fa più. Sono cose che ti restano, non puoi ignorarle secondo me, perché io voglio ricordare a tutte queste persone che mio padre sta li per pagare. Sta pagando, quindi sta vivendo la sua carcerazione, doveva viverla in modo sereno perché comunque stava pagando un reato che ha compiuto e non si è mai dichiarato innocente».

Mentre affida il suo racconto a Fanpage.it, l'inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere va avanti, per stabilire con precisone cosa sia accaduto quel giorno e far luce su un caso.

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