"In zona rossa dopo le immagini intollerabili del Lungomare della scorsa settimana. Nel giro di 72 ore siamo passati da zona gialla a zona rossa. Al ministero o non avevano letto i dati o davanti allo sciacallaggio politico hanno fatto questa scelta": è un Vincenzo De Luca furente ospitato a Che tempo che fa, da  Fabio Fazio questa stasera (è la terza volta) per parlare del Covid. "Per quanto riguarda la Campania, noi stiamo combattendo a mani nude – continua il presidente dell'Ente, sfoggiando un suo leit motiv piuttosto noto – rispetto alla Lombardia ha 60mila persone in meno e stiamo facendo un miracolo. Abbiamo il 50% di posti letto libero e il tasso di morti Covid più basso d'Italia. A me è capitato di sentire in questa settimana gente che ha sottovalutato il Covid e che ora è diventata "rigorista" ". Il riferimento è al sindaco di Napoli Luigi De Magistris, anche per quel che riguarda le battaglie legali sulla movida notturna e sulla vendita di alcolici.

Fazio interroga De Luca sullo scambio d'accuse col governo e in particolare col ministro Luigi Di Maio: "Quando io ho chiuso un mese fa le scuole mi hanno messo in croce ora stanno facendo le cose che facevo io un mese fa. Una scelta politica, c'erano delle illusioni, si immaginava che il contagio non esplodesse, c'era un retroterra di sottovalutazione, ci si era illusi che si potesse controllare la situazione". "Se abbiamo ministri del governo che si mettono a fare sciacallaggio il premier Conte non deve fare il cardinale di Curia, non è tollerabile che accada questo".

"C'è razzismo anti-Campania – dice riferendosi a Di Maio -. prosegue – anche perché c'era da colpire un uomo che non partecipa alla Massoneria, alle corporazioni, sono uno che sarà sempre contro corrente". Parole forti che avranno sicuramente un seguito

Sullo scontro con De Magistris, il presidente della Regione Campania afferma che il sindaco di Napoli: "Da settembre a oggi è stato 102 in televisione… per 9 ore in video per parlare contro la Campania. È una nullità".

Poi, il solito show: De Luca cita un suo cavallo di battaglia, quello della tagliente poesia di Trilussa "La lumachella della vanagloria" («La lumachella de la Vanagloria /  ch'era strisciata sopra un obelisco / guardò la bava e disse: Già capisco che lascerò un'impronta ne la Storia») e si fa "benedire" dal "fratacchione" Fabio Fazio che, un po' in imbarazzo, sta al gioco.