“Il Coronavirus mi ha colpito in maniera particolare, con dolori addominali e problemi gastrointestinali. Poca tosse e febbre. Ora con mia moglie e i miei figli siamo in quarantena a casa. Ma da quando ho ricevuto l'esito del tampone lunedì nessuno mi ha contattato dall'Asl per fare il tracciamento dei contatti o per chiedermi come sto. Sono stato io a chiamare amici e conoscenti per informarli”. Racconta così Adolfo Vallini, autista dei bus Anm e rappresentante sindacale dell'Usb di Napoli, a Fanpage.it, la scoperta della sua positività al Coronavirus. “Non voglio che il mio caso sia strumentalizzato – precisa Vallini – ma è importante che sia posta l'attenzione sul rischio di contagio da Coronavirus tra il personale dell'azienda dei trasporti e sulla necessità di sanificazione costante dei bus. Sabato 10 ottobre, mio ultimo giorno di lavoro, ho avuto in consegna un mezzo sporco”.

Quando ha avvertito i primi sintomi?

“Giovedì 15 ottobre ho cominciato a stare male, ho avuto mal di pancia e dolori addominali. Ho chiamato l'ambulanza. Ma mi sono sentito meglio prima che arrivasse. Venerdì, anche senza avere più sintomi, ho fatto il tampone per il Covid in un centro privato. Sabato sera, però, mi è salita la febbre a 38. Domenica è scesa, per risalire di nuovo la sera e su consiglio medico ho cominciato a prendere la Tachipirina. Da sabato 10 ottobre comunque sono rimasto sempre a casa”.

Ha comunicato la positività all'Asl?

“Il lunedì 19 ottobre è arrivato l'esito positivo del tampone, ma continuo a non avere febbre. Solo dolori addominali e problemi gastrointestinali. E qualche colpo di tosse. Nella stessa giornata di lunedì ho attivato la procedura con l'Asl tramite il mio medico curante. La mia positività è stata caricata sulla piattaforma regionale. Anche mia moglie, anche lei dipendente dei trasporti, e mi miei figli, ora sono in quarantena a casa”.

Poi che è successo?

“Ad oggi non siamo stati ancora contattati dall'Asl per l'avvio dell'assistenza domiciliare. Nessuno mi ha chiamato per chiedermi quali siano stati i miei contatti negli ultimi giorni non solo in azienda, ma anche esterni. Io però ho chiamato tutti quelli che mi ricordo di avere incontrato. Ma non credo che debba essere così”.

Quando è stato l'ultimo giorno di lavoro?

“Sabato 10 ottobre, l'azienda mi aveva consegnato un bus sul quale aveva certificato la sanificazione. Quando sono salito l'ho trovato però sporco e pieno di cartacce. Ho molti dubbi che fosse stato pulito e l'ho segnalato all'azienda. Il mezzo è stato oggetto di un ordine di lavoro aziendale di pulizia radicale. Tuttavia io ho toccato tutti i macchinari. Il problema è che l'azienda continua a non darci i dati aggiornati settimanalmente dei contagi in Anm. Dove sono? Quanti lavoratori sono in quarantena? È facile attaccare i lavoratori, ma quanti dipendenti sono obbligati a restare a casa per il Covid? Perché poi per i contatti stretti l'azienda considera solo chi ha fatto il cambio turno del lavoratore e non anche tutti coloro che ha incontrato allo stazionamento? In questi mesi abbiamo fatto tante denunce. Perché il rischio biologico da Covid19 non è mai stato valutato dal datore di lavoro? Queste regole vanno a tutela non solo dei dipendenti, ma anche dell'utenza”.

Adesso cosa farà?

“Sono in cura dal medico curante che mi ha prescritto cardioaspirina, antibiotico, cortisone, vitamine e fermenti lattici. Dovrò stare in isolamento fino al tampone negativo. Con la mia famiglia siamo prigionieri in casa, non possiamo uscire nemmeno per fare la spesa o comprare le medicine. Vorrei ringraziare i tanti amici e colleghi che in queste ore mi hanno fatto sentire la loro vicinanza con parole di affetto e auguri di presta guarigione”.