"L'Ema non dorme in piedi: l'approvazione di un farmaco è un processo molto delicato. Quando la politica fa pressione succede quello che è successo con la cura Di Bella e con Stamina". In diretta a "Che tempo che fa", la trasmissione di Fabio Fazio, il virologo Roberto Burioni ha ribattuto a quanto detto pochi istanti prima durante lo stesso programma dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che si chiedeva perché l'Ema non avesse ancora approvato il vaccino anti Covid Sputnik nonostante i dati positivi e gli ottimi risultati ottenuti dove è stato utilizzato. "Un vaccino – ha spiegato Burioni – non è fatto soltanto di dati, ma anche di capacità di riprodurlo in maniera omogenea".

Riguardo alle riaperture, Burioni ha detto che si tratta di "scelte politiche che io rispetto e non mi permetto di valutare". "Potrebbe andare diversamente dalla volta precedente – ha aggiunto – perché abbiamo l'evidenza che la vaccinazione conferisce un certo grado di protezione. È un rischio che è stato scelto". Il virologo non a caso ha citato le due pseudocure che, negli anni scorsi, erano entrate di prepotenza nel sistema sanitario nazionale nonostante non vi fossero prove che ne attestassero l'efficacia. Sia il cosiddetto metodo Di Bella, cocktail che servirebbe nelle terapie anticancro, sia quello Stamina, trattamento che invece servirebbe per le malattie neurodegenerative, furono al centro di sperimentazioni del ministero della Salute che vennero decise non in seguito a evidenze scientifiche ma esclusivamente per la pressione mediatica e politica. Successivamente è stato dimostrato che nessuna delle due era efficace; il metodo Stamina, in particolare, è stato al centro di vicende giudiziarie che si sono concluse con una condanna per associazione per delinquere finalizzata al raggiro dei malati per l'ideatore, Davide Vannoni (che non era medico ma laureato in Scienze della Comunicazione).

Poco prima De Luca aveva parlato dell'esigenza di approvare quanto prima il vaccino anti Covid russo Sputnik, già usato anche a San Marino. "Sulla mancata approvazione – aveva detto – ho una spiegazione banale: dormono in piedi". nelle scorse settimane, anche durante la trasmissione di Fazio, il governatore della Campania aveva illustrato l'accordo con l'azienda produttrice: fornitura di 3,5 milioni di dosi (e fino a 6 milioni, ma sempre subordinata all'approvazione da parte di Ema o Aifa), da pagare ad un prezzo inizialmente simile a quello del vaccino Pfizer e ma da adeguare nel caso subentri un accordo con Italia o UE.