Una serata in onore del giornalista Silvetro Montanaro, scomparso lo scorso 10 luglio, a Santa Maria Capua Vetere. Si parte questa sera (sabato 19 settembre) alle 21.30 nell'Anfiteatro Campano della cittadina sammaritana, con ingresso gratuito: con la moderazione di Edgardo Olimpo, verrà proiettato l'ultimo lavoro del giornalista napoletano, "E quel giorno uccisero la felicità", il documentario che racconta la storia di Thomas Sankara, l'ex presidente del Burkina Faso ucciso perché grande esempio di virtuosismo nei paesi africani, ancora oggi modello indiscusso di eroe del continente.

Nato a Sora nel 1954, Silvestro Montanaro fu corrispondente prima di Paese Sera e poi de L'Unità. Passato alla Voce della Campania, divenne cronista di camorra, in prima linea per raccontare le guerre dei clan. Alla fine degli anni Ottanta arrivò quindi alla Rai, con le trasmissioni "Samarcanda", "Rosso e il Nero" e "Tempo Reale", tutte con Michele Santoro. Divenne quindi autore del programma "C'era una volta" ed infine conduttore di "Dagli appennini alle Ande". Tra le sue frasi più note resta quella in cui parlava del suo mestiere dicendo che "Il vero giornalista entra nei palazzi del potere solo quando deve e sempre a testa alta. Rappresenta infatti la voglia di conoscenza critica della gente. Da quei palazzi quindi non accetterà mai ordini o facili verità. L’unico padrone di un giornalista infatti è il racconto veritiero e critico della realtà ed il suo unico e vero editore sono i lettori ed i telespettatori". Silvestro Montanaro è poi scomparso all'età di 66 anni lo scorso 10 luglio: i funerali si tennero alla parrocchia San Carlo Borromeo al Centro Direzionale di Napoli.