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Domenico Caliendo morto al Monaldi di Napoli

“Una perizia anche sul cuore tolto al piccolo Domenico prima del trapianto” la famiglia chiede altre analisi

L’avvocato Francesco Petruzzi ha chiesto al gip di effettuare la perizia su due cuori, sia quello tolto al bimbo che quello trapiantato bruciato, nell’incidente probatorio che si terrà al Policlinico di Bari il 28 aprile.
A cura di Pierluigi Frattasi
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La famiglia del piccolo Domenico Caliendo vuole che siano analizzati entrambi i cuori del bimbo morto dopo il trapianto all'ospedale Monaldi di Napoli, oltre a quello bruciato dal ghiaccio secco, donato e prelevato a Bolzano, anche il cuoricino del bimbo, che gli fu tolto pochi minuti prima in sala operatoria. Questa la richiesta al gip avanzata dall'avvocato Francesco Petruzzi, che difende i genitori del bambino di 2 anni e 4 mesi deceduto il 21 febbraio scorso, dopo 60 giorni di calvario. Il legale ha spiegato a Canale 9 di aver presentato un'istanza al gip con la quale ha chiesto che all'incidente probatorio del prossimo 28 aprile, fissato al Policlinico di Bari sia presente anche il cuore malato di Domenico, espiantato prima del trapianto del cuore danneggiato.

L'avvocato chiede la perizia su due cuore nell'incidente probatorio

"È un esame che va fatto – ha detto Petruzzi – perché ci sono degli interrogativi a cui dare una risposta". Domenico era affetto da una cardiomiopatia dilatativa post miocardite ed era in lista di attesa per il trapianto di cuore dall’11 giugno 2024, secondo quanto ricostruito negli audit dell'ospedale Monaldi. Aspettava, quindi, da oltre un anno e, secondo i familiari, avrebbe potuto aspettare ancora. L'offerta del cuore per il trapianto era arrivata il 22 dicembre 2025. Quello di un bimbo di 4 anni morto in un tragico incidente in Trentino Alto Adige. La notte del 23 dicembre, l'anti-vigilia di Natale, il team dell'espianto era partito dal Monaldi per Bolzano. Al rientro, però, il cuore espiantato si era rivelato avvolto in un blocco di ghiaccio, per essere stato conservato con ghiaccio secco, anziché quello normale. Il cuore fu trapiantato lo stesso, però, senza mai ripartire. Il bimbo poi è stato tenuto in vita grazie all'Ecmo per due mesi.

Petruzzi ha anche parlato di un altro caso finito l'attenzione della fondazione Domenico Caliendo, fondata dai familiari dopo la morte del piccolo: "Si tratta – ha spiegato – di una bambina, deceduta al Monaldi 58 giorni prima dell'operazione di Domenico, nell'ottobre 2025. Stiamo studiando la cartella clinica", ha aggiunto il professionista. La piccola avrebbe avuto, secondo quanto riferito, una "diagnosi prenatale di una malformazione, si sapeva che bisognava intervenire subito, non si è intervenuti subito".

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