Una panchina per Maria Grazia Di Domenico, morta a Roma per un’intervento: “La memoria vive nel cuore di chi resta”
La famiglia di Maria Grazia ha creato un sito commemorativo per ricordare la giovane morta a soli 27 anni: chiunque le abbia voluto bene può visitarlo e condividere dei ricordi e dei momenti trascorsi insieme a lei.
Avrebbe dovuto sposarsi l’11 settembre 2021 con l’amore della sua vita, per iniziare insieme una nuova vita piena di progetti e di gioia. E invece di indossarlo all’altare, Maria Grazia Di Domenico ha indossato il suo abito da sposa al suo funerale. La giovane, che aveva solo 27 anni, è morta il 24 maggio 2021 dopo un intervento di routine alla clinica Santa Famiglia di Roma. Una tragedia che ha gettato nel dolore il futuro sposo, la sorella, i genitori, gli amici e chiunque l’abbia conosciuta.
“Ricorderemo per sempre la gioia dei tuoi occhi azzurri come questo mare e la tua innata dolcezza. Quanto amore avevi in quegli occhi e quanto riuscivi a darne al prossimo. Ti custodiremo sempre nei nostri cuori”, sono le parole con cui viene ricordata sul sito che la famiglia ha creato per commemorarla. Un ricordo che continua ogni giorno, anche attraverso iniziative sul territorio. L’11 settembre, proprio nel giorno in cui avrebbe dovuto sposarsi, sarà inaugurata una panchina a Cava de’ Tirreni, città natale di Maria Grazia, per ricordarla e onorarne la memoria.
L'inaugurazione della panchina l'11 settembre
La panchina è stata fortemente voluta dalla famiglia di Maria Grazia Di Domenico e la richiesta ha trovato il sostegno del sindaco Vincenzo Servalli, del presidente della Provincia, del presidente della Regione Campania e di una vasta rete di accademici, giuristi, docenti, professionisti e cittadini. Sarà inaugurata l'11 settembre a largo Bonifacio, all'ingresso laterale del Duomo di Cava de' Tirreni.
La storia di Maria Grazia Di Domenico
La storia di Maria Grazia Di Domenico ha commosso tutta Italia. Il 17 maggio 2021 si era sottoposta a un intervento alla clinica Santa Famiglia di Roma, un’operazione di routine che sarebbe dovuta durare poco, una conizzazione al collo dell’utero. Da quell’intervento, però, non si riprese mai. Cominciò a stare male, sempre peggio, chiedeva aiuto, ma invece di intervenire immediatamente, le furono prescritti dei fermenti lattici. In realtà, durante l’operazione, le era stato perforato l’intestino. Solo pochi giorni prima aveva comprato il suo abito da sposa. Era felice, raggiante, pronta a iniziare una nuova vita con la persona che amava. Quel matrimonio avrebbe dovuto essere il coronamento di un percorso fatto di studi, sacrifici e obiettivi raggiunti uno dopo l’altro: il lavoro, l’amore, i progetti per il futuro. Tutto si è interrotto improvvisamente dopo quello che avrebbe dovuto essere un intervento di routine. Oggi la sua famiglia continua a ricordarla e a tenere viva la sua memoria, perché Maria Grazia non venga dimenticata. Lo fa attraverso iniziative, momenti pubblici e gesti simbolici che raccontano ancora chi era e quanto fosse amata.