La strage familiare di Paupisi

Uccise moglie e figlio a sassate a Paupisi, Salvatore Ocone ritenuto capace di intendere e volere

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Salvatore Ocone e la villetta dove è avvenuta la strage
L’uomo, il 30 settembre del 2025, uccise a sassate la moglie e il figlio, ferendo gravemente la figlia, fuggendo poi in auto con i due ragazzi.

È stato ritenuto capace di intendere e di volere, Salvatore Ocone, l'uomo di 56 anni che, lo scorso 30 settembre, a Paupisi, nella provincia di Benevento, uccise a colpi di sassi la moglie, Elisa Polcino, 49 anni e il figlio Cosimo, 15 anni, ferendo gravemente la figlia Antonia, che è riuscita a salvarsi. La perizia psichiatrica depositata presso il Tribunale di Benevento, dove è in corso il processo al 56enne, ha stabilito dunque che l'uomo è in grado di stare coscientemente in giudizio.

Nel corso dei colloqui con lo psichiatra, incaricato dagli inquirenti di delineare il profilo psicologico di Salvatore Ocone, il 56enne avrebbe dichiarato di aver ucciso la moglie perché la credeva posseduta dal demonio. Ciononostante, lo psichiatra ha ritenuto conservati i principali parametri funzionali dell'uomo, ritenendolo capace di intendere e di volere all'epoca del duplice omicidio. Una decisione che potrebbe portare Ocone all'ergastolo; nella prossima udienza, prevista per questa settimana, lo psichiatra sarà ascoltato anche dai giudici.

Gli omicidi e la fuga in auto con i due figli

Alle prime luci del 30 settembre 2025, nella loro abitazione di Paupisi, piccola cittadina del Sannio, Salvatore Ocone colpì con una pietra la moglie e i due figli: Elisa e Cosimo morirono sul colpo, mentre Antonia fu ferita gravemente. Dopo l'aggressione, il 56enne si mise in auto con il cadavere del figlio Cosimo e con la figlia agonizzante e fuggì: venne intercettato soltanto nel pomeriggio nelle campagne intorno Campobasso, in Molise, e arrestato. Antonia venne portata tempestivamente in ospedale e, per fortuna, è riuscita a salvarsi.

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