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“Trapiantato cuore inutilizzabile”, due chirurghi dell’ospedale Monaldi sospesi dai trapianti

Il Monaldi di Napoli ha avviato una indagine interna per la vicenda del cuore danneggiato da una errata conservazione; due chirurghi sono stati sospesi dall’attività trapiantologica.
A cura di Nico Falco
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Immagine di repertorio
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Il cuore reso inutilizzabile a causa di un errore di conservazione sarebbe stato ugualmente utilizzato per il trapianto al bambino: è quello che avrebbero detto i medici dell'ospedale Monaldi ai genitori del bambino, non menzionando le condizioni dell'organo ma assicurando loro che l'impianto era stato effettuato. Si tratta di un ulteriore aspetto su cui dovrà fare chiarezza l'indagine aperta dalla Procura di Napoli e che riguarda un bimbo di due anni, da 50 giorni legato ad un macchinario, in attesa di un nuovo cuore e a rischio che gli altri organi possano essere compromessi. La direzione del Monaldi, intanto, ha sospeso due medici dall'attività dei trapianti.

Il cuore inutilizzabile ma trapiantato

L'organo sarebbe diventato inutilizzabile a causa di un errore di conservazione, che avrebbe "bruciato" l'organo e, di conseguenza, l'avrebbe reso non più adatto per un trapianto. Ma, secondo quanto ha riferito al Mattino l'avvocato Francesco Petruzzi, che rappresenta la famiglia del bambino di due anni e tre mesi, "c'è da capire che cosa è avvenuto nella sala operatoria del Monaldi: ai genitori del piccolo è stato spiegato che il trapianto non era saltato, che anzi era stato effettuato, facendo riferimento al nuovo organo impiantato. Ma – chiede il legale – se quel cuore era compromesso, perché è stata presa quella decisione?".

Sospesi due medici del Monaldi

Sulla vicenda ora sono tre le inchieste aperte. Ci sono quelle aperte dalle Procure di Bolzano (dove il cuore è stato espiantato) e di Napoli (dove è stato utilizzato), a cui si aggiunge quella interna, di natura amministrativa, avviata dall'azienda ospedaliera napoletana. La direzione del Monaldi, in via cautelativa, ha sospeso dall'attività trapiantologica due chirurghi e ha avviato un audit interno per ricostruire i passaggi della vicenda, individuare quali sono state le falle nel procedimento e, al tempo stesso, non danneggiare l'attività dei trapianti.

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