“Ti faccio uscire al telegiornale, fai la fine di Martina Carbonaro”: arrestato 23enne a Casoria

Minacce, profili fake con le sue foto e il suo numero, messaggi invasivi. Il tutto ai danni di una 17enne conosciuta ad una serata tra amici e con la quale si era solo scambiato il numero di telefono. Ad essere arrestato è stato un 23enne di Casoria, nel Napoletano, completamente ossessionato dalla ragazza, al punto da arrivare a seguirla perfino mentre lei lo denunciava ai carabinieri, mandandole foto dall'esterno della caserma come a volerle fare capire che "sapeva" tutto. Ed era proprio mentre era appostato all'esterno della caserma di Casoria che è stato arrestato per atti persecutori.
La storia inizia nel settembre del 2023, quando lei appena 15enne e lui 20enne si conoscono ad una serata tra amici. Si scambiano i numeri di telefono, e finisce là. I due non si sentono praticamente per quasi due anni: nel dicembre 2025, infatti, lui le scrive su Whatsapp. Un primo messaggio, poi altri. E diventano in breve moltissimi, a ripetizione, su Whatsapp, su Instagram, su TikTok. E tutti molto diretti. "Fidanziamoci", le propone, con la ragazza che dice di no. Inizia così l'incubo per lei.
Nascono profili fake con foto della ragazza, il suo numero di telefono e la scritta "contattatemi per amicizia". Una lunga serie, senza fine. Ma non mancano i messaggi a lei stessa: "Ti devo rovinare", "Infame", "Mi hai spezzato il cuore", "Buona notte, domani muori". E perfino un ancor più inquietante "ti faccio uscire al Tg5", girandole un link sulla morte di Martina Carbonaro, vittima di femminicidio ad Afragola. "Ti faccio fare questa fine, te facce ascì al Tg5, tu sei infami, ti devo sparare".
La 17enne denuncia così tutto ai carabinieri di Casoria, assieme alla madre diventata a sua volta vittima di insulti e minacce di morte. Il 23enne, ormai fuori controllo, la segue perfino in caserma e le manda foto in diretta dall'esterno. Ed è là che i militari dell'Arma lo trovano, con ancora il cellulare "puntato" verso la caserma. Arrestato per atti persecutori, ora è in carcere in attesa di giudizio.