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Campi Flegrei

Terremoto Campi Flegrei, sciame sismico concluso ma paura nuove scosse. Si contano i danni: oggi vertice con Meloni

Notte relativamente tranquilla ai Campi Flegrei. Oggi è il giorno degli sfollati: le loro case vanno verificate e devono poter rientrare presto. Vertice a Palazzo Chigi in giornata.
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Gente in strada dopo la scossa 4.4 a Pozzuoli
Gente in strada dopo la scossa 4.4 a Pozzuoli
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La buona notizia è che lo sciame sismico iniziato lunedì 20 maggio nella caldera vulcanica dei Campi Flegrei è concluso. Quasi 170 terremoti (168), delle quali 15 con magnitudo superiore a 1. Stavolta in questa sfilza di scosse ben 4 erano di magnitudo superiore a 3. Una di queste, quella avvenuta nella serata di lunedì, era la più energetica degli ultimi quarant'anni: 4.4 scala Richter. Lo sciame è concluso, ma non le scosse, come preconizzavano gli esperti: proprio oggi, poco prima delle 8.30 nuova scossa ai Campi Flegrei.

Questa sequenza di terremoti ha portato dei danni alle case, soprattutto quelle della cintura prospiciente l'epicentro, in zona Solfatara (Pozzuoli). Ora il tema sono le verifiche agli alloggi danneggiati. C'è una lunga lista di verifiche da effettuare su case coi muri crepati, ai pilastri di stabili vecchi, agli edifici pubblici d'uso collettivo (scuole, uffici, eccetera).

Ad oggi, apprende Fanpage.it, ci sono state 836 segnalazioni di danni, rispetto a queste sono stati effettuati a 182 sopralluoghi speditivi dai quali sono scaturite 37 ordinanze di sgombero, più altre 5 che stanno valutando, per un totale di 46 nuclei familiari sfollati. Da precisare che tali vulnerabilità non hanno interessato edifici in cemento armato. Per i 46 nuclei familiari sfollati si sta ragionando su dove metterli, quasi sicuramente in hotel come già annunciato.

È questo il tema odierno: la terra ha dato tregua per qualche ora – si spera che non vi siano ulteriori scosse così forti a lungo – e ora iniziano le proteste di chi si attende Amministrazioni comunali, Città Metropolitana, Regione Campania e Protezione Civile Nazionale all'altezza delle tante parole uscite dalla bocca dei loro referenti su giornali e tv nel corso di queste ore.

Le tende montate a Pozzuoli, ora abitate da chi è fuori casa e non può rientrare causa lesioni all'alloggio, non possono restare lì all'infinito. Oggi a Palazzo Chigi alle ore 17 c'è un vertice col ministro alla Protezione Civile Nello Musumeci, il capo dipartimento Protezione Civile Fabrizio Curcio ed è stata annunciata la presenza della premier Giorgia Meloni. Ieri a Pozzuoli è arrivato il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e ora ciò che si attendono i residenti della cintura flegrea è qualcosa di più delle visite di prammatica a telecamere accese.

Il contenitore legislativo c'è, ovvero la Legge Campi Flegrei, vagliata e approvata dal Parlamento tra fine 2023 e quest'anno. Ora dovrebbero confluire fondi ulteriori su due linee d'indirizzo. La prima è quella delle case danneggiate e da mettere in sicurezza. La seconda è quella della predisposizione di strumenti nel caso (che potrebbe purtroppo verificarsi) di nuove sequenze sismiche simili o anche più forti. In questo caso piazzole per ospitare sfollati e accordi con alberghi per evacuazioni ad horas devono poter essere meccanismi oliati, senza intoppi, vista anche dell'area di cui parliamo, densamente popolata. Anche il carcere femminile di Pozzuoli oggi svuotato, è un tema enorme.

Infine, le vie di fuga: il piano c'è ma occorre accelerare per allargarle e adeguarle. La campanella d'allarme – quella che segnala i terremoti pesanti – all'Osservatorio Vesuviano è suonata più volte. E stavolta però non è solo materiale per ragionamenti, interviste o video divulgativi: di fronte a questo segnale d'allarme istituzioni e residenti non possono far finta di nulla. A meno di non voler ripetere il caos e la disorganizzazione della crisi bradisismica degli anni Ottanta.

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