video suggerito
video suggerito
Campi Flegrei

Terremoti a Napoli, De Natale (Ingv): “Vesuvio e Campi Flegrei sistemi indipendenti”

Due sciami sismici hanno “riacceso” i riflettori sull’area, ma il vulcanologo De Natale spiega a Fanpage.it: “Sono sistemi indipendenti”
Intervista a Giuseppe De Natale
Vulcanologo e dirigente di ricerca dell’Istituto Nazionale Geofisica e Vulcanologia (Ingv)
A cura di Giuseppe Cozzolino
0 CONDIVISIONI
Immagine
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

Uno sciame sismico nei Campi Flegrei, un altro nel Vesuvio. Entrambi avvenuti quasi in contemporanea, questa notte. Ma i due fenomeni non sono tra loro collegati. A Fanpage.it ne ha parlato il professor Giuseppe De Natale, vulcanologo e dirigente di ricerca dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia spesso ospite della redazione napoletana del nostro giornale che, spiega, non esprime l'opinione dell'Istituto ma interviene "a titolo personale e in base alle mie conoscenze scientifiche" per raccontare ancora una volta cosa stia avvenendo nei Campi Flegrei e nella caldera del Vesuvio.

Era da un po' di tempo che l'attività sismica sopra i 3.0 di magnitudo non veniva rilevata, mentre ora stiamo assistendo ad una serie di sciami sismici di questa intensità. Può essere considerato un segnale di un nuovo "aumento" dell'attività bradisismica?

Negli ultimi mesi la sismicità è stata modesta, ed ha anche contraddetto alcune regolarità che si erano osservate negli ultimi anni: in particolare, anche quando, negli ultimi mesi del 2025, il tasso di sollevamento era significativamente aumentato, la sismicità era rimasta modesta. In realtà terremoti davvero forti, di magnitudo 4 o maggiore, mancano dal 1 settembre scorso. Quindi, premesso che non abbiamo ancora compreso bene i meccanismi che legano sismicità e deformazione, dobbiamo sottolineare che il bradisismo in sollevamento non si è mai fermato negli ultimi 20 anni, con un tasso di sollevamento medio di circa 1 centimetro al mese, ossia quello attuale, con fluttuazioni in più o in meno rispetto a questo valore. La fase di sollevamento, in atto dal 1950 dopo l'abbassamento seguito all'eruzione del 1538, è per quanto ne sappiamo analoga al periodo, durato circa 100 anni, che culminò con l'eruzione di Monte Nuovo. Non sappiamo se questa fase, nei prossimi decenni, culminerà in un'eruzione come accade allora, ma il territorio deve essere preparato anche a questa evenienza.

Ci sono state novità dal punto di vista geochimico?

La geochimica, insieme ai parametri geofisici, indica un progressivo riscaldamento del sistema, e un aumento del contenuto in anidride carbonica, come osserviamo da 20 anni. È probabile che ciò indichi un afflusso di magma più profondo nel serbatoio ad 8 chilometri.

Oggi ci sono state scosse simultanee sia nei Campi Flegrei sia nel Vesuvio. Si tratta di fenomeni collegati tra loro?

Per quanto ne sappiamo, il Vesuvio ed i Campi Flegrei non mostrano particolari interazioni, sono sistemi indipendenti. Infatti, non c'è mai stata alcuna correlazione tra le rispettive eruzioni.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views