“No alla prescrizione con ricetta bianca dal medico per i tamponi Covid19 nei centri privati. Troppa burocrazia non aiuta lo screening. I cittadini già pagano”. Non le manda a dire Luigi Muto, presidente di FediSalute Campania, l'associazione di categoria di Confcommercio che rappresenta gli operatori della Sanità privata. "Dobbiamo puntare – sottolinea Muto – a rendere più semplici i percorsi per favorire sempre più lo screening tra la popolazione che spesso è costretta a lunghe file e attese che dobbiamo in ogni modo ridurre. Sarà questo il nostro obiettivo, dunque, ovvero quello di favorire la salute pubblica mettendo a disposizione sempre più le nostre competenze sul territorio".

FediSalute: "Così si appesantisce la burocrazia"

In Campania dal 12 novembre scorso per fare il tampone per il Coronavirus nei laboratori privati è obbligatoria la ricetta del medico. Lo ha stabilito una disposizione dell'Unità di Crisi per l'emergenza Covid19 indirizzata a tutti i direttori generali delle Asl. Una decisione che però ha suscitato le reazioni critiche delle associazioni di categoria. “È importante – spiega Luigi Muto (FediSalute) – identificare al meglio la riorganizzazione dei tamponi che vanno al massimo grado diffusi. Non ci trova concordi la scelta della prescrizione con la cosiddetta ricetta bianca perché aggrava il percorso burocratico e non ha alcuna funzione per il cittadino che, scegliendo il laboratorio privato, paga la prestazione. FediSalute – conclude – è diventato soggetto di consultazione della Regione Campania e dunque parteciperà al confronto istituzionale tra le associazioni datoriali. Si tratta di un riconoscimento importante da parte della Regione che ci consentirà di sederci ai tavoli con tutti i soggetti istituzionali per affrontare i numerosi temi che in questa fase appaiono urgenti per una organizzazione adeguata della nostra sanità e per favorire al massimo la salute dei cittadini. Va ricordato che la sanità è sempre e solo pubblica e che i soggetti privati esplicano tale funzione".