Stese e omicidi per controllare la droga nello IACP, 17 arresti a Santa Maria Capua Vetere

Blitz all’alba nel Casertano; il gruppo criminale avrebbe preso il controllo dopo l’omicidio di Emanuele Nebbia, nel Capodanno 2024.
A cura di Nico Falco
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Il blitz nel rione ex Iacp di Santa Maria Capua Vetere (Caserta)
Il blitz nel rione ex Iacp di Santa Maria Capua Vetere (Caserta)

Il punto di svolta è stato l'omicidio di Emanuele Nebbia, ucciso a Capodanno del 2024 mentre accendeva i fuochi d'artificio. Con quell'agguato il gruppo criminale, guidato da Vincenzo Santone, ha conquistato il controllo della droga, dettando regole e prezzi del mercato e utilizzando anche minorenni per lo spaccio. È il retroscena che hanno ricostruito gli inquirenti nell'inchiesta che ha portato alle ordinanze da 17 misure cautelari eseguite oggi dalla Polizia di Stato, nei confronti degli appartenenti al gruppo che avrebbe preso il controllo del rione IACP di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta.

Blitz nel Casertano, 17 arresti

La Polizia di Stato ha dato esecuzione, all'alba di oggi, 22 gennaio, a due diverse ordinanze. La prima è stata emessa dal gip di Napoli su richiesta della locale Procura nei confronti di 14 indagati. L'altra è stata invece emessa dal gip presso il Tribunale per i Minori, su richiesta del Procuratore per i Minori, e riguarda tre indagati che all'epoca dei fatti erano minorenni. Complessivamente gli arrestati nell'inchiesta sono 19: ai 17 destinatari delle due ordinanze si aggiungono due arresti in flagranza.

I reati contestati, a vario titolo, sono si associazione armata finalizzata al traffico di stupefacenti, estorsione, omicidio, tentato omicidio, favoreggiamento personale, detenzione e porto abusivo di armi, uso di dispositivi telefonici in istituti penitenziari, acquisto, detenzione, raffinazione, vendita e trasporto di sostanze stupefacenti, con l'aggravante di avere commesso tali reati avvalendosi delle condizioni di assoggettamento e omertà tipiche dei clan di camorra.

Le misure sono state eseguite da agenti della Squadra Mobile, dei Commissariati della Questura di Caserta e del Reparto Prevenzione Crimine “Campania”, con il supporto del Reparto Volo della Polizia di Stato di Napoli.

La guerra di camorra nello IACP

Dalle indagini è emersa l'esistenza di un gruppo criminale, dedito al traffico di stupefacenti, con base operativa nel rione popolare ex IACP di Santa Maria Capua Vetere, al cui interno, tra la fine di dicembre 2023 e il gennaio 2024, è scoppiato un aspro conflitto interno tra affiliati per il controllo dello spaccio nel comune sammaritano.

In questo contesto gli inquirenti collocano un tentato omicidio, che sarebbe avvenuto in risposta a una "stesa" del 5 ottobre 2023, l'omicidio di Nebbia, ucciso mezz'ora dopo la mezzanotte del 2024, e il colpo di pistola esploso il 10 maggio 2024 verso uno spacciatore che si era rifiutato di acquistare la droga dall'associazione criminale.

Il controllo del mercato della droga

Dopo l'omicidio, ricostruiscono gli inquirenti, il gruppo criminale di Santone aveva assunto il pieno controllo del traffico di stupefacenti nel rione ex IACP, divenendo anche punto di riferimento per pusher e gestori delle piazze di spaccio. Inoltre il sodalizio avrebbe assunto le connotazioni tipiche dei clan di camorra: sostentamento di detenuti e loro familiari, controllo delle case popolari, disponibilità di un cospicuo numero di uomini (tra cui anche minorenni), mezzi e armi e una fitta rete di fiancheggiatori, una forte capacità intimidatoria che arrivava anche all'eliminazione di potenziali concorrenti.

Dopo avere assunto il controllo del mercato della droga nello IACP, il gruppo tentava di espandersi su tutto il territorio di Santa Maria Capua Vetere e nei comuni limitrofi, imponendosi come fornitore per gli spacciatori o sostituendo i pusher con quelli legati all'organizzazione.

I minori nelle piazze di spaccio

Per il procuratore di Napoli Nicola Gratteri "il coinvolgimento dei minori è ormai un trend nazionale: costano di meno, comportano meno rischi dal punto di vista penale e, infine, per temperamento nascono e si nutrono della cultura mafiosa". Per tutti i minori coinvolti, ha aggiunto la procuratrice dei minorenni di Napoli Patrizia Imperato, "c'è stato un imprinting familiare, cioè partecipi in attività di spaccio portata avanti da genitori e zii".

Nel corso della conferenza stampa, a cui hanno preso parte il procuratore aggiunto Michele Del Prete, il questore di Caserta Andrea Grassi, il capo della Squadra Mobile Massimiliano Russo, è stato anche reso noto che, stamattina, nel corso del blitz, oltre a due arresti di maggiorenni in flagranza di reato, c'è stato anche il sequestro di droga (hashish, cocaina, crack e chetamina) di armi. Ai tre minorenni, oltre, all'associazione a delinquere, vengono contestati singoli episodi di spaccio e il possesso di armi.

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