Ha ripreso conoscenza, e non ha più bisogno della respirazione assistita, lo chef napoletano Antonio Amore, il 28enne gravemente ferito in una sparatoria in una villa a Ibiza nella notte tra il 4 e il 5 giugno scorso. Le sue condizioni restano molto gravi, ma già il 6 giugno i medici del Policlinico Nuestra Señora del Rosario, dove si trova ricoverato in Terapia Intensiva, lo avevano dichiarato fuori pericolo.

Amore era stato raggiunto da sei colpi di pistola, tre dei quali alla gamba e gli altri tre, che sarebbero stati esplosi dopo e mentre il ragazzo era già a terra, alla testa. L'ospedale, come riporta il quotidiano locale Periodico De Ibiza, ha diffuso un bollettino per spiegare che il 28enne ha ripreso a respirare da solo ed è cosciente, non è più intubato, è stato risvegliato dal coma farmacologico e anche le ferite alla gamba, seppur molto gravi, appaiono in miglioramento.

Il giovane accusato del ferimento, il 33enne Michele Guadagno, anche lui napoletano e del quartiere Soccavo, dopo un tentativo di fuga si è consegnato alla Guardia Civil il 6 giugno, quando ha capito che ormai l'isola era blindata e che non sarebbe riuscito a nascondersi ancora a lungo. Si era trasferito ad Ibiza nel 2014, dopo l'omicidio del boss Pasquale Vigilia, a lui vicino e a cui avrebbe fatto da autista. Guadagno è stato ascoltato dagli investigatori ma al momento nulla è trapelato sulle sue dichiarazioni; alla base di tutto, ci sarebbe un litigio per motivi passionali i cui contorni restano però ancora confusi.

In base a quanto circolato nelle ore successive alla sparatoria, sulla scorta delle testimonianze di alcuni presenti, si sarebbe trattato di una irruzione con l'intenzione di uccidere: Guadagno, con altre persone, sarebbe arrivato in piena notte nella villa di Santa Eularia, dove si stava tenendo una festa, e il gruppo avrebbe esploso alcuni colpi di arma da fuoco causando il fuggi fuggi generale; un amico di Amore, un 35enne di Caserta, sarebbe stato pestato a sangue e poi il 33enne avrebbe sparato allo chef napoletano.