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I soldi spariti dalla cassaforte dei carabinieri di Napoli potrebbero superare i 2,3 milioni di euro

Ci sono ancora dubbi sull’ammontare della cifra sottratta dalla cassaforte della caserma della Legione Campania dei carabinieri, a Napoli: la cifra potrebbe superare i due milioni di euro e aggirarsi tra i 2,3 e i 2,5 milioni. La difficoltà nella stima della cifra deriva dalle piccole quantità sottratte in molti anni.
A cura di Valerio Papadia
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Si continua ad indagare sul mistero della grossa somma di denaro sparita dalla cassaforte che si trova all'interno della caserma Salvo D'Acquisto a Napoli, sede della Legione Campania dei carabinieri, conosciuta anche come caserma di San Potito (dal nome del vecchio convento che vi era un tempo). Oggetto delle indagini, per cominciare, proprio la somma sottratta, che potrebbe superare i due milioni di euro ipotizzati nelle prime battute, come anticipato da Fanpage.it: la cifra, infatti, potrebbe aggirarsi tra i 2,3 e i 2,5 milioni di euro. Due milioni e mezzo di euro sono pari a 4,8 miliardi delle vecchie lire. La difficoltà principale nello stabilire una somma esatta sta nel fatto che, dalla cassaforte, sono state sottratte piccole somme e in un lungo arco temporale, svariati anni.

La Procura Militare ha aperto un'indagine

Dalla Legione Campania dei carabinieri non è ancora arrivato nessun commento sulla vicenda, ma nel frattempo la Procura Militare si è mossa e ha fatto partire una indagine, affidata ai militari dell'Arma del Comando Provinciale di Napoli. «Il fascicolo è ancora aperto, a parlare sarà la magistratura« hanno fatto sapere, a Fanpage.it, fonti del Comando Generale dell'Arma dei carabinieri. Il reato ipotizzato sarebbe quello di peculato militare.

I sospetti su un carabiniere in pensione

I sospetti si concentrano su un militare dell'Arma andato in pensione che, proprio per il suo ruolo amministrativo svolto per anni nella caserma Salvo D'Acquisto, avrebbe avuto facile accesso al denaro custodito nella cassaforte. L'ammanco sarebbe stato scoperto dal carabiniere che è subentrato proprio all'ex militare dopo il suo pensionamento. Oggetto delle indagini anche le modalità con le quali il denaro è stato sottratto, nel corso di tutti questi anni, senza che l'ammanco figurasse nei registri della caserma.

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