Sequestrato il centro di raccolta rifiuti di Bacoli: inquinamento, gestione illecita di rifiuti e abusi edilizi

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Il centro per la raccolta rifiuti di Bacoli
I carabinieri, coordinati dalla Procura di Napoli, hanno sequestrato l’area; ordinato anche lo smaltimento di tutti i rifiuti presenti. Due persone sono indagate.

Il centro per la raccolta rifiuti di Bacoli, che sorge in via Cuma, è stata sequestrato dai carabinieri del Nucleo Forestale di Pozzuoli, su disposizione della Procura di Napoli. Il centro rifiuti è gestito dalla Flegrea Lavoro Spa, società in house a partecipazione unica del Comune di Bacoli: due persone sono indagate, vale a dire la scorsa amministratrice unica, rimasta in carica fino allo scorso aprile e l'attuale amministratore unico, che all'epoca dei fatti contestati era responsabile tecnico per la raccolta e il trasporto rifiuti; i reati contestati dagli inquirenti sono quelli di gestione illecita dei rifiuti, scarichi abusivi e inquinamento, getto pericoloso di cose ed emissioni odorigene, gravi abusi edilizi e violazione delle norme antincendio.

Gli accertamenti dei carabinieri forestali, che si sono svolti anche con la collaborazione dell'Arpac, dell'Asl Napoli 2 Nord e dell'Ufficio Tecnico comunale, hanno permesso di accertare che, a fronte di un parere iniziale che consentiva la gestione soltanto di 7 tipologie di rifiuti, l'impianto operava in assenza dell'autorizzazione regionale, dal momento che arrivava a gestire 17 differenti codici EER (tra cui rifiuti speciali, pericolosi e ingombranti).

Inoltre, l'impianto, che di facciata era adibito esclusivamente alla raccolta dei rifiuti, in realtà fungeva anche da centro di trasferimento e compattazione massiva di migliaia di tonnellate di rifiuti. Dalle indagini è emerso che, durante le operazioni di pressatura e trasbordo, ingenti quantitativi di reflui liquidi venivano sversati sul suolo e convogliati verso le caditoie delle fogne. Tali condotte illecite e la gestione irregolare del centro hanno provocato emissioni di gas ed esalazioni nauseabonde, che hanno arrecato notevole disagio ai cittadini residente nelle aree limitrofe l'impianto. Nell'area, infine, sono stati riscontrati numerosi abusi edilizi, nonché il mancato rispetto della normativa antincendio.

La Procura ha ordinato lo smaltimento dei rifiuti

Proprio al fine di cessare il disagio arrecato ai cittadini e per salvaguardarne la salute, nonché l'igiene pubblica, la Procura di Napoli ha disposto "il previo e tempestivo smaltimento ad horas di tutti i rifiuti attualmente giacenti sull'impianto, con particolare riguardo a quelli pericolosi, biodegradabili e marcescenti a cura della stessa società in house".

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