Sequestrato camping sul mare a Palinuro di 8mila metri quadrati: bungalow abusivi e spiaggia occupata

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Una veduta panoramica di Palinuro / immagine di repertorio
I carabinieri hanno sequestrato in via preventiva un grande camping nella zona di Palinuro in Cilento realizzato senza autorizzazioni.

Sequestrato un camping sul mare a Palinuro di 8mila metri quadrati completamente abusivo. Sigilli ai bungalow, occupata anche la spiaggia pubblica, senza autorizzazione. L'operazione è scattata ieri ed è stata eseguita dai carabinieri del Reparto Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, su disposizione della Procura di Vallo della Lucania. Si tratta, nello specifico di un decreto di sequestro preventivo firmato dal Giudice per le indagini preliminari di Vallo della Lucania. Il provvedimento comprende l’intera struttura turistico-ricettiva destinata a camping situata in una zona poco distante dalla battigia, in un’area di notevole pregio ambientale, sottoposta a vincolo paesaggistico e tutelata dal Piano Territoriale Paesistico Cilento Costiero. L’area della struttura ricettiva si estende per circa 8mila metri quadrati ed è situata in un tratto di costa di particolare rilevanza e bellezza della frazione Palinuro del Comune di Centola.

Il primo blitz a luglio, in piena estate

Il sequestro fa seguito a quello disposto nel luglio di quest’anno quando, all’interno dello stesso camping, erano state sottoposte a sequestro otto case mobili che, secondo gli investigatori, erano in corso di installazione abusiva. I carabinieri all'epoca verificarono anche la creazione di collegamenti idrici e fognari. Su disposizione della Procura, quindi, la polizia giudiziaria ha effettuato ulteriori indagini dalle quali è risultato, come attestato anche dagli uffici tecnici del Comune di Centola, che il camping sarebbe stato sprovvisto, fin dall’origine, di qualsiasi autorizzazione di carattere urbanistico e paesaggistico o che consentisse l’esercizio dell’attività ricettiva o l’occupazione del suolo demaniale marittimo o lo smaltimento di rifiuti liquidi e di fanghi. A questo punto, i carabinieri hanno apposto i sigilli. Si tratta, però, come detto, di un decreto di sequestro cautelare, il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari ed i provvedimenti emessi saranno oggetto di valutazione nel corso del giudizio. Potranno infatti essere impugnati dai gestori, che avranno modo di chiarire la propria posizione ed esibire i documenti richiesti nel corso del procedimento.

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