Il passaparola è iniziato ieri sera sul tardi ed è proseguito oggi, con WhatsApp , gruppi Facebook, mail e telefonate ai giornali: le mamme contro Vincenzo De Luca, dopo la decisione, arrivata all'improvviso, di chiudere tutte le scuole del territorio regionale come tentativo di rallentare l'ondata dei contagio. Un provvedimento che ha lasciato spiazzati i genitori, che da un momento all'altro si sono ritrovati nelle condizioni di dover trovare nell'immediato una alternativa per i bambini. I manifestanti si sono riuniti davanti alla sede della Regione, mostrando gli striscioni, al grido di "non siamo in dittatura" e "la scuola è un diritto". Contestazioni analoghe sono in corso anche a Salerno.

Una seconda manifestazione è in programma per domani, sabato 17 ottobre, ancora davanti alla sede della Regione; il passaparola in questo caso si sta diffondendo anche tramite Facebook, con l'invito per i genitori di portare con sè anche un bambino.

In protesta, questa mattina, anche i conducenti degli scuolabus, che sono partiti dal quartiere Fuorigrotta e si sono ritrovati sul Lungomare di Napoli per poi dirigersi alla sede di Santa Lucia della Regione Campana: chiedono un aiuto economico in seguito al blocco della didattica in presenza, che di riflesso ferma anche la loro attività. Il corteo, arrivato intorno alle 10:30 in via Santa Lucia, è controllato dalle forze dell'ordine.

Lanciata petizione online per riaprire le scuole

Tra i messaggi che da ieri circolano sui social e nelle chat tra i genitori anche l'invito ad aderire ad una petizione online, lanciata sulla piattaforma Change.org e indirizzata al ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina per chiedere "l'immediata ripresa in presenza delle lezioni scolastiche in Campania". Attualmente hanno firmato oltre 7mila persone. "Chiediamo che il ministro dell'Istruzione – si legge – intervenga contro l'ordinanza della Regione Campania che ha disposto la chiusura delle scuole primarie e secondarie fino al 30 ottobre. Chiediamo che tutti gli studenti e le studentesse della Regione Campania ritornino, con decorrenza immediata, a poter usufruire della didattica "in presenza" nel rispetto dei protocolli sanitari nazionali vigenti. La Campania non può e non deve restare il fanalino di coda in un settore chiave come l'istruzione".