Ieri assembramenti a scuola
in foto: Ieri assembramenti a scuola

Il Comune di Napoli chiede aiuto alla Protezione Civile contro il rischio di assembramenti di studenti per il Coronavirus. Dal primo febbraio prossimo i volontari saranno in campo in dieci punti della città individuati come luoghi di ritrovo per utilizzare i mezzi di trasporto pubblico. Una decisione che è stata assunta ieri da Palazzo San Giacomo al termine di una riunione tecnica che ha visto la partecipazione degli assessorati al ramo retti da Marco Gaudini (Trasporti) e Rosaria Galiero (Protezione Civile). I volontari di Protezione Civile quindi saranno agli stazionamenti dei mezzi pubblici negli orari di afflusso degli studenti per le entrate e le uscite da scuola, per coordinare la salita e la discesa sui mezzi pubblici, ma non nei pressi delle scuole, che sarebbero più difficile da coprire dal punto di vista logistico. In campo anche gli agenti della Polizia Municipale. Il comandante Ciro Esposito ha inviato una nota a tutti i reparti di comunicare in tempo reale se ci sono problemi di assembramenti e di adottare i provvedimenti previsti dal Dpcm.

Misure anti-contagio dal 1 febbraio

A comunicare l’impiego dei volontari di Protezione Civile  è l’assessore ai Trasporti del Comune di Napoli, Marco Gaudini: “Nel pomeriggio di ieri – spiega – abbiamo tenuto un incontro con tutti i dirigenti dei servizi interessati, e gli assessori alla polizia locale ed alla protezione civile, per discutere anche della programmazione delle attività connesse all'impegno dei volontari di protezione civile al fine di evitare ove possibile gli assembramenti nei dieci hotspot del trasporto pubblico previsti nel piano ANM for School che partirà a pieno regime il 1 febbraio con la ripresa delle scuole superiori”.

Esclusi i ‘nonni civici': sono più esposti al virus

“È stata esclusa invece – spiega Chiara Guida, presidente della commissione comunale Scuola – l’ipotesi di utilizzare i nonni civici, che in questa fase di pandemia ovviamente sono i più esposti al rischio contagio”. Anche l’impiego dei volontari di Protezione Civile non è semplicissimo, sia per motivi economici, perché le uscite dei volontari vanno remunerate dal Comune che è in pre-dissesto e a corto di soldi, sia perché i volontari non sono ufficiali di Stato e quindi non possono intervenire con sanzioni nel caso ad esempio qualcuno non voglia indossare la mascherina, ma devono comunque segnalare il fatto alle autorità competenti.