“Sì al rientro in classe in Campania, ma con le scuole sicure. Non vogliamo rientrare in aula se sarà come a settembre, senza il rispetto del distanziamento”. Questa la richiesta degli studenti napoletani delle superiori che questa mattina si sono radunati sotto la sede della Regione Campania a Palazzo Santa Lucia per protestare contro le condizioni di degrado in cui versano le scuole campane. Centinaia di studenti sono arrivati da tutta la città, con nutrite rappresentanze dei licei del Vomero e del centro storico, Sannazaro, Pansini, Mazzini, Fonseca, Ferraris, Labriola, Vittorini, Vittorio Emanuele. “Il movimento studentesco – raccontano i ragazzi a Fanpage.it – è nato spontaneamente sulle chat di whatsapp dalla pancia e dal cuore degli studenti. Non siamo politicizzati”. I ragazzi scandiscono slogan anti-De Luca e hanno esibito diversi striscioni con le scritte: “La scuola si(cura) non si chiude”, “Vogliamo certezze, scuole in sicurezza”, “Vogliamo scuole sicure”.

Gli studenti: “Le scuole cadono a pezzi”

Proprio oggi, in Campania, sono rientrati in classe gli studenti delle scuole medie. Lunedì 1 febbraio, invece, toccherà ai loro compagni più grandi delle scuole superiori. Ma i ragazzi chiedono garanzie e certezze. Cosa vogliono? “Non chiediamo un semplice rientro in presenza – dicono a Fanpage.it – ma che questo avvenga in sicurezza. Vogliamo investimenti sicuri nei trasporti e nell’edilizia scolastica. Già da prima della pandemia abbiamo iniziato una mobilitazione per avere scuole che non cadano a pezzi, presidi sanitari in ogni istituto e oggi chiediamo anche il rispetto del distanziamento e che sia efficace, non come avvenuto a settembre. Non vogliamo tornare in classe, se deve essere come a settembre”.

I movimenti studenteschi

In un comunicato #togheter e Uds Napoli scrivono: “Oggi, data che prevedeva un rientro a scuola in presenza(chiaramente rivelatosi artificioso), le studentesse e gli studenti della provincia di Napoli sono mobilitati in un presidio statico davanti al palazzo della Regione per presentare le proprie richieste riguardanti l'organizzazione di un rientro in sicurezza. Gli studenti sono costretti ormai da quasi un anno a svolgere le lezioni in DaD , modalità che delle volte prescinde dal diritto allo studio, in quanto innanzitutto non regolata da leggi che ne sanciscano delle prerogative”.

“Chiediamo ancora una volta – spiegano – maggiore considerazione dal Governo che sembra non tutelare tutte le richieste utili a sopraffare le criticità emerse da questa nuova modalità didattica. Chiediamo di rientrare in presenza: questo però non sottintende un rientro in qualunque condizione! Questa volta, noi studenti e studentesse chiediamo che vengano rispettate le nostre condizioni, perché pensiamo che il Diritto alla Salute e il Diritto allo Studio non debbano prescindere l'un l'altro. Vogliamo avere chiarezza sulla questione dei trasporti e un potenziamento delle corse scolastiche, sugli orari in cui gli studenti devono far lezione”.

“Chiediamo – concludono #togheter e Uds Napoli – un adeguato stanziamento di fondi per l'edilizia scolastica, chiarezza verso la questione dell'Esame di Stato: quanto ancora dovremo aspettare per delle informazioni affidabili riguardo le modalità della Maturità 20/21? E ancora un altro problema che sottintendiamo con la nostra richiesta è quello dei riscaldamenti , servizi già scadenti pre-covid, che renderanno difficile il benessere degli studenti per le regole covid a cui sarà sottoposta la scuola. Inoltre vogliamo che vengano istituite in tutte le scuole gli sportelli psicologici e dei presidi medici-sanitari, affinché si possa garantire una reale tutela della nostra salute a 360°. Vogliamo certezza e rientro in sicurezza”.