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Scoperte scritte elettorali negli Scavi di Pompei: c’era già il voto di scambio

Singolare scoperta negli scavi di Pompei: scritte elettorali in favore di un candidato edile su un panificio. Una sorta di voto di scambio ante litteram.
A cura di Giuseppe Cozzolino
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Scritte elettorali del passato riemergono all'interno di una casa dell'antica Pompei: ed emerge che il voto di scambio c'era anche a quei tempi. La scoperta, pubblicata su E-Journal, la rivista interna del Parco Archeologico pompeiano, riguarda alcune scritte ritrovate all'interno di una casa che ospitava anche un panificio. L'invito era quello di votare, per la carica di edile, Aulus Rustius Verus (Aulo Rustio Vero) un nome già noto nella politica dell'epoca: sua era quella che oggi si chiama "Casa del Centenario", e nella sua scalata politica raggiunse nel 73 dopo Cristo la massima carica cittadina, quella di duumvir (duoviro), ovvero uno dei due magistrati con mandato annuale che erano di fatto gli amministratori unici della città (l'altro, nell'anno in cui fu eletto, fu Caius Iulius Polibius, oggi noto nella forma italianizzata di Giulio Polibio, altro nome noto nella politica dell'epoca, e che possedeva a sua volta un panificio).

Nella casa dove sono state trovate le scritte elettorali, in latino conosciute come manifesta, furono trovate alcuni mesi fa anche tre vittime dell'eruzione: due donne e un bambino. Casa che probabilmente era di proprietà di un amico di Aulo Rustio, che possedeva anche un grande panificio attiguo. "Edili e fornai collaboravano ai limiti della legalità", spiega Maria Chiara Scappaticcio, latinista dell'Università Federico II di Napoli e co-autrice dello studio, "e anche Aulo Rustio Vero potrebbe aver capito fin da subito, quando ancora brigava per diventare edile e nel pieno della sua campagna elettorale, che (soprattutto) di pane vive l'elettore". Senza dimenticare che in città, appena pochi anni prima, era stato chiuso l'Anfiteatro e vietati i giochi gladiatori dopo la tremenda rissa con i vicini nocerini che sfociò in morti e feriti, costringendo l'imperatore Nerone alla chiusura dell'impianto ludico. Un voto di scambio ante litteram, insomma, con le scritte sui muri che recitavano: "Vi invito a votare per Aulo Rustio Vero, candidato edile, uomo degno della carica dello Stato".

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