Furono sfollate nel novembre 2017 dopo il crollo di una palazzina adiacente la loro. E da allora dimenticati da tutti. Questa la denuncia a Fanpage.it di Rosa Castaldo, una delle residenti del civico 35 di via Giannangeli, nel comune di Sant'Antimo, e che ancora oggi non può rientrare in casa sua, a causa di una controversia nata proprio in seguito al crollo della palazzina limitrofa e che ancora oggi non vede la risoluzione.

La vicenda risale al 3 novembre 2017, quando appunto il palazzo venne giù senza feriti essendo stato sgomberato il mese precedente proprio perché ritenuto a rischio. Ma da allora è iniziato appunto il calvario delle famiglie residenti nelle altre palazzine. "Siamo stati sfollati e, da allora, siamo in affitto a nostre spese in altri appartamenti, senza poter rientrare nelle nostre case neppure per prendere le nostre cose", ha spiegato a Fanpage.it Rosa Castaldo, una delle donne che da allora è rimasta senza casa. "La cosa paradossale", ha aggiunto, "è che per entrare in casa mia anche solo per prendere un maglione devo fare richiesta alle autorità, rivolgendomi ai giudici del tribunale per avere l'autorizzazione. Ma nel frattempo, casa mia è stata svaligiata ripetutamente dai ladri".

La situazione è ancora in alto mare: il comune di Sant'Antimo al momento è commissariato, mentre le famiglie non hanno idea di quando potranno rientrare nelle proprie case. Il contenzioso è lontano dalla risoluzione: per le famiglie sfollate, il palazzo è finito giù a causa di una perdita d'acqua da una condotta comunale che si è infiltrata nel terreno, ma la circostanza non è ancora stata definita nei suoi contorni legali. E così, fin quando non arriverà la parola fine in tribunale, per gli sfollati non si vede ancora la luce in fondo al tunnel. Nel frattempo però i danni sono estesi anche alla strada pubblica, diventata una vera e propria discarica con detriti e macerie che, dal 2017, restano ancora riversati per terra. "Vogliamo sapere quando potremo tornare nelle nostre case", ha aggiunto Rosa a Fanpage.it, "finora siamo ancora in affitto a spese nostre, nonostante le case da cui siamo sfollati siano le nostre. Una casa che mi è costata vent'anni di sacrifici e nella quale non posso più rientrare da quasi quattro anni". Anche perché non si conoscono ancora i tempi di ripristino e di messa in sicurezza della zona.