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Sangiuliano, affondo sul cinema in Campania: in bilancio chiede tagli al Giffoni Film Festival e al fondo audiovisivo

Gli emendamenti dell’ex ministro della Cultura oggi capogruppo Fdi in Consiglio regionale sono in gran parte su cinema e teatro.
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Gennaro Sangiuliano
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L'ex ministro della Cultura, oggi capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale Gennaro Sangiuliano ha un pallino: il cinema in Campania. Gran parte dei suoi emendamenti al bilancio sono proposte di tagli di fondi o spostamento di partite che riguardano la "settima arte".  E se, da una parte, coniando lo slogan «meno ciak più tac» spiega di voler dirottare risorse verso la sanità, dall'altra punta a creare altre realtà dell'audiovisivo.

Analizzando gli emendamenti spicca l'attacco al Giffoni Film Festival, l'unico festival del cinema per ragazzi in d'Italia che si svolge a Giffoni Valle Piana nel Salernitano. La proposta è di tagliare lo stanziamento da 250.000 a 125.000 euro. Sangiuliano giustifica questo taglio citando  inchieste della Corte dei Conti su appalti dal 2016 al 2022 per il trasporto di giurati e ospiti. Poi c'è un altro emendamento che dimezza (ovviaamente dev'essere approvato, prima) il "Fondo regionale per l'attività cinematografica e audiovisiva", tagliandolo da 6 a 3 milioni di euro, per spostare le risorse sulla ricerca scientifica in campo medico. Nella relazione istruttoria l'ex ministro parla di film fantasma mai realizzati («359 film finanziati e mai usciti dei quali non si sa neanche se esistano»)

Poi, il colpo di scena: tagli da una parte ma un emendamento dell'ex inviato a Parigi del tg, chiede di stanziare 500.000 euro all'anno (2026-2028) per istituire una "Scuola di cinematografia sperimentale" ad Avellino. Obiettivo: formare giovani talenti, trasformando le aree interne in centri di produzione culturale e audiovisiva.

Ma sul fronte cultura c'è molto altro: a seguito del recente, disastroso, incendio che ha incenerito il Teatro Sannazaro di Napoli, Sangiuliano chiede di raddoppiare il contributo straordinario per la bonifica e progettazione della struttura napoletana (portandolo da 1 a 2 milioni di euro).  La mossa politicamente più forte, però, è la copertura finanziaria: chiede di reperire questo milione aggiuntivo sottraendolo direttamente ai fondi destinati al Teatro Verdi di Salerno. Forse non sa che il suo successore al dicastero della Cultura, Alessandro Giuli,  ha già detto che il ministero della Cultura acquisirà il teatro Sannazaro di Napoli per iniziare subito i lavori di ricostruzione.

E ancora: un altro emendamento propone di riservare «una quota non inferiore al 20 per cento delle risorse dello spettacolo dal vivo» per finanziare esclusivamente le compagnie teatrali stabilmente operanti sul territorio. Obiettivo:  tutelare il tessuto produttivo locale e  favorire la circuitazione degli spettacoli, specialmente nei comuni periferici che soffrono di una minore offerta culturale.

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