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28 Novembre 2020
18:35

Rivolta dei medici contro De Luca: “Farabutti? Basta insulti, noi siamo in prima linea”

I medici in rivolta contro De Luca dopo le parole della diretta del 27 novembre: il presidente della Regione Campania aveva parlato della possibilità che alcuni medici, dei “farabutti”, fingessero che negli ospedali fossero esauriti i posti di Terapia Intensiva per avere un carico di lavoro inferiore di sera. Dure le repliche da parte delle associazioni dei medici: “Basta insulti, siamo in prima linea”.
A cura di Nico Falco
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Non si placano le proteste in seguito alle parole del presidente Vincenzo De Luca, che nella diretta di ieri, 27 novembre, aveva parlato della possibilità che qualche "medico farabutto" non facesse il proprio dovere, dichiarando esaurita la disponibilità di posti letto e rifiutando i ricoveri in Terapia Intensiva di sera negli ospedali campani per alleviare il proprio carico di lavoro. Quelle parole hanno causato una alzata di scudi soprattutto nel mondo sanitario, con molti medici che hanno difeso il proprio operato e fatto presente le condizioni spesso al limite in cui sono costretti a lavorare per garantire le cure nel migliore modo possibile. Giuseppe Galano, presidente dell'associazione dei medici anestesisti, fa inoltre notare che le richieste di posti letto non vengono gestite in reparto, ma direttamente dalle direzioni sanitarie delle strutture Covid-19, e che quindi non sarebbe nemmeno possibile per un rianimatore dichiarare il falso sulla disponibilità di posti letto. Replica forte anche da Valeria Ciarambino, vicepresidente del Consiglio regionale della Campania, che parla di "parole infamanti" e sottolinea che i rianimatori sono "soldati in prima linea" che "meritano rispetto".

I medici anestesisti: "De Luca offende chi rischia la vita"

"Affermare pubblicamente e, con decisione, che esiste una ‘piccola percentuale di farabutti che cerca di non fare il suo dovere‘, evitando i ricoveri in Terapia Intensiva, soprattutto in orario 20-08, per poter affrontare in modo più sereno la nottata, se riferita agli anestesisti-rianimatori, i principali Operatori delle Terapie Intensive, è assolutamente offensivo per una categoria di professionisti che sta rischiando la vita ogni giorno da molti mesi, per garantire l'adeguata assistenza sanitaria ai cittadini campani". Lo afferma Giuseppe Galano, presidente campano della Aaroi-Emac (Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani Emergenza Area Critica), in una lettera aperta indirizzata al governatore Vincenzo De Luca. Le affermazioni di ieri, continua Galano, che coordinata anche il 118 di Napoli – rischiano di essere fuorvianti per l'opinione pubblica, catalizzando, ingiustamente, le ire, le preoccupazioni e le insoddisfazioni di quest'ultima, spesso causate da un sistema in sofferenza, su professionisti che, invece, sacrificano, ogni giorno, se stessi e i propri affetti per adempiere al proprio dovere".

L'espressione "piccola percentuale" usata da De Luca, continua Galano, "non basta per evitare che da eroi si finisca per essere dei farabutti per i tanti cittadini che, loro malgrado troppo spesso, sono alla ricerca spasmodica di assistenza e per presunte inefficienze di sistema di un colpevole, anche in un evento epocale catastrofico come quello che stiamo vivendo per il Covid 19. Presidente, forse le sarà sfuggito che le chiamate della Centrale 118 vengono indirizzate ai referenti delle strutture Covid 19 che appartengono alle direzioni sanitarie, per cui le chiamate non vengono assolutamente intercettate dagli anestesisti rianimatori. Presidente De Luca, se crede che vi siano degli atteggiamenti ‘non professionali' o addirittura delinquenziali, in un momento storico delicatissimo, metta in atto ogni possibile controllo per evidenziarlo e, ovviamente, arginarlo, punendo i responsabili cosi' come la legge prevede".

I sindacati: "Farabutto è chi ha distrutto la Sanità, la pazienza è finita"

In una nota unitaria le segreterie regionali dei sindacati dei medici si dicono attonite e stupite di fronte alle "dichiarazioni di chi dovrebbe tutelare i medici e gli operatori sanitari che identificano seppur in minima parte la classe medica come farabutta". Il comunicato è firmato da Anaao Assomed, Aaroi Emac, Cimo, Cgil Fp Medici e Dirigenti Sanitari, Federazione Cisl Medici, Uil Fpl Medici, Fvm, Fassid, Fasmed, Anpo Ascoti Fials Medici. "Quei "farabutti" – si legge – reggono da anni un sistema sanitario regionale alla canna del gas, a causa di "veri farabutti" che hanno violentato, distrutto, utilizzato la sanità come un bancomat. Quei "farabutti" in questo stato di crisi si sono caricati sulle spalle la cura di migliaia di pazienti nonostante disservizi e disorganizzazione, pagando un prezzo altissimo. Quei "farabutti" rischiano ogni giorno, a causa della sordità congenita istituzionale, la vita sul campo e nonostante tutto ci sono e non si tirano indietro".

"Quei farabutti hanno lavorato fino ad oggi con un bavaglio a causa di turni massacranti, del senso di impotenza e di frustrazione e dello spirito di abnegazione, ancor più che di decreti spazzatura. Siamo stanchi di illazioni – continuano i sindacati – signor presidente De Luca, se ha prove di farabutti vada in Procura e sporga denuncia, noi ci costituiremo parte civile. Non bastano le scuse, non basta la solita rettifica. Chiediamo con forza un cambio di passo, diverse modalità di azione e di pensiero da parte di una classe dirigente che continua a non ascoltare chi sul campo ci rimette salute e vita. La pazienza è finita, la misura è colma".

SUMAI: "De Luca sta perdendo il controllo"

Per il Sumai (Sindacato Unitario Medici Ambulatoriali Italiani) "il presidente De Luca sta chiaramente perdendo il controllo". Definendo "gravissime" le accuse "di sottrarsi al proprio dovere", il sindacato condivide l'intervento di protesta di Silvestro Scotti, presidente dell'Ordine dei Medici, e aggiunge: "È gravissimo che si cerchino capri espiatori per nascondere le incapacità organizzative del sistema purtroppo dimostrate sul campo, è grave che si aizzi la pubblica opinione contro medici e operatori sanitari in un momento di alta tensione. Gli specialisti ambulatoriali che negli ultimi giorni hanno visto anche deceduti tra le proprie file, esprimono la propria solidarietà a tutti i medici, di tutte le categorie, che ogni giorno rischiano la propria vita per salvaguardare quella degli ammalati, covid e non covid".

Ciarambino: "Sono soldati in prima linea, meritano rispetto"

I medici rianimatori sono "soldati in prima linea, meritano rispetto" e dire che tra di loro ci sono dei farabutti significa "mortificare chi lotta per le nostre vite". Lo dice Valeria Ciarambino, vicepresidente del Consiglio regionale della Campania e capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle. "Se non hanno mai voluto essere definiti eroi – continua – è solo perché ritengono che quello che fanno rientri nei loro doveri etici e professionali e nel rispetto di un giuramento che non hanno mai tradito. Sono i nostri straordinari medici, donne e uomini che non hanno mai arretrato di un centimetro al cospetto di un mostro invisibile. Sono soldati in prima linea, quelli che rischiano più di ogni altro e che per questo meritano tutto il nostro rispetto e la nostra gratitudine".

"Sono professionisti che si sono fatti in quattro per ovviare alle tante, troppe lacune di un sistema sanitario regionale che in Campania fa acqua da tutte le parti, ma non per questo hanno alzato bandiera bianca. Essere definiti farabutti dalla più alta istituzione regionale – conclude la Ciarambino –  è la peggiore mortificazione che colpisce un’intera categoria. Parole infamanti, sintomatiche di chi ha perso il controllo di un’emergenza che non sa più come gestire se non offendendo e querelando chi osa metterglisi contro".

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