Ci sono sei ragazzi napoletani,  alcuni dei quali minorenni, fermati dalla Polizia di Stato tra la notte di ieri domenica 3 gennaio 2021 e stamane all'alba poiché gravemente indiziati di aver preso parte alla barbara aggressione e alla rapina ai danni di un rider, un fattorino delle pizze, a Calata Capodichino, Napoli.

Quattro presunti aggressori sono stati individuati stanotte,  altri due stamane. Questi ultimi sarebbero, stando a quanto apprende Fanpage.it da fonti di polizia, dei quindicenni. Tutti i fermati sarebbero originari di Secondigliano e Miano, quartieri limitrofi alla lunga strada in cui è avvenuto il furto, asse di collegamento tra l'area Nord e il centro cittadino. I fermi e il recupero della refurtiva sono stati condotti dagli investigatori del commissariato di Secondigliano e della Divisione Anticrimine della Squadra Mobile di Napoli.

Lo scooter recuperato
in foto: Lo scooter recuperato

Durante le operazioni, è stato ritrovato anche lo scooter di Gianni, il rider picchiato e rapinato, oggetto proprio del furto e regalo alla figlia per i suoi 18 anni.  Il motorino bianco era davanti all'abitazione di uno dei minorenni fermati. D'altronde, lo stesso Gianni, oggi, nel raccontare pubblicamente quei terribili momenti, aveva parlato di «ragazzini, ventenni», almeno da quello che era riuscito a vedere attraverso i caschi che coprivano i volti dei suoi aggressori.

Gianni si è ritrovato disoccupato cinque anni fa e, a 50 anni, ha dovuto reinventarsi, improvvisandosi rider, ovvero il fattorino che consegna cibi e bevande. Come ha raccontato proprio lui, la sera della rapina aveva appena effettuato una consegna dalle parti di via Janfolla, zona Miano, quartiere settentrionale di Napoli.

Successivamente aveva percorso corso Secondigliano, strada illuminata e trafficata, perché come ha raccontato l'ex lavoratore di Auchan «ci penso sempre che episodi del genere possano capitare». Giunto in calata Capodichino, all'altezza del ponte dell'Asse Mediano, lo scooter del 50enne è stato bloccato dai sei aggressori, che lo hanno preso a pugni e calci, intimandogli di consegnare il mezzo. Gianni ha opposto una strenua resistenza, ma alla fine ha dovuto cedere.

(ha collaborato Carmine Benincasa)