Restano in carcere i due maggiorenni del branco che, nella serata dello scorso 1° gennaio, hanno partecipato all'aggressione e alla rapina di Gianni Lanciano, il rider 50enne derubato del motorino in Calata Capodichino, periferia settentrionale di Napoli: l'intera aggressione e il furto sono stati immortalati in un video, che ha fatto il giro dei social e grazie al quale la Polizia di Stato è riuscita a rintracciare gli autori; si tratta, come detto, di due maggiorenni e di altri quattro ragazzi, che sono invece minorenni. Tutti e sei sono in stato di fermo, ma questa mattina, il gip del Tribunale di Napoli ha convalidato il fermo per i due maggiorenni. Nelle prossime ore, invece, si terrà l'udienza di convalida del fermo per i quattro minori, che hanno tra i 15 e i 16 anni.

I sei, autori dell'aggressione e della rapina ai danni del rider 50enne, sono stati individuati e fermati nelle ore successive al fatto: sono tutti residenti tra i quartieri di Secondigliano e Miano, non lontano da dove è avvenuta la rapina, e alcuni di loro sono figli di pregiudicati noti alle forze dell'ordine, come elementi di spicco del clan Di Lauro. Due dei minorenni si sono consegnati spontaneamente alla polizia dopo essersi riconosciuti nel video.

La vicenda di Gianni Lanciano ha fatto il giro dei social network e dei media nazionali. Disoccupato, a 50 anni si è reinventato rider, fattorino delle pizze, con il motorino regalato alla figlia per i suoi 18 anni. Quel motorino che i sei giovanissimi gli hanno rubato, picchiandolo per riuscire a strapparglielo, e che fortunatamente, il giorno dopo l'aggressione, è stato ritrovato. Per Gianni è arrivata anche una offerta di lavoro da una nota macelleria di Ottaviano, nella provincia di Napoli.