Raid nella fabbrica Harmont & Blaine di Caivano, devastati gli uffici dell’azienda di moda

Raid nello stabilimento Harmont & Blaine di Caivano, in provincia di Napoli, questa notte. Messi a soqquadro gli uffici dell'azienda di moda del "bassotto", famosa nel mondo. La società è al centro nelle ultime settimane di una dura vertenza sindacale, dopo aver annunciato i licenziamenti di 32 operai – su 129 totali – proprio nella sede del Napoletano. Nella fabbrica, che si trova nella zona ASI (Area di Sviluppo Industriale) di Pascarola, stamattina, lunedì 23 febbraio, sono arrivati i carabinieri della sezione radiomobile di Caivano.
Al momento, i danni sono ancora da quantificare. Le indagini sono affidate al Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, che ha eseguito i rilievi del caso e ascoltato le prime testimonianze. Mentre si cercano eventuali immagini delle telecamere di videosorveglianza che possano aver ripreso il tutto. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire la dinamica e la matrice del raid. Al momento non si sa se siano anche stati sottratti degli oggetti o dei documenti.
La Cgil: "Chiarezza su cosa è stato rubato"
Sulla vicenda interviene la Andrea Pastore della segreteria Filctem Cgil Napoli e Campania: "Esprimiamo profonda preoccupazione per i fatti accaduti nella sede di Harmont & Blaine. In una fase delicata per la risoluzione della vertenza che vede coinvolti 32 lavoratori, riteniamo opportuno che l'azienda faccia chiarezza su quanto accaduto e, in particolare, auspichiamo che nell'ottica della piena trasparenza, venga comunicato cosa è stato sottratto nel corso dell'incursione notturna negli uffici".
La vertenza: il vertice a Roma al Ministero del Lavoro
Mercoledì scorso, 18 febbraio, si è tenuto un vertice a Roma, nella sede del Ministero del lavoro e delle politiche sociali,suallo stato di agitazione proclamato dalle organizzazioni sindacali in relazione all’apertura della procedura di licenziamento collettivo per 32 dipendenti della società Harmont & Blaine in servizio presso lo stabilimento di Caivano. Altre riunioni si erano tenute il 12 e 16 febbraio presso la prefettura di Napoli, con il sindaco di Caivano e i rappresentanti dell’assessorato al lavoro della Regione Campania, il Direttore Generale della società, i delegati dell’Unione Industriali e di Cgil, Cisl. Al centro degli incontri, la decisione della società del licenziamento collettivo, a partire dal 3 febbraio scorso. Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari ha chiesto di trovare una soluzione alla problematica, visto il delicato contesto territoriale di riferimento. Mentre il sottosegretario Claudio Durigon ha richiamato l’attenzione sugli obblighi di natura sociale che ricadono in capo all’impresa, tenuta ad esplorare ogni possibile alternativa alla cessazione dei rapporti di lavoro dei dipendenti che hanno contribuito, con il proprio lavoro, a realizzare le attività aziendali.