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Prefetto di Napoli, arriva la proroga dal Viminale: Michele Di Bari resta in città

Michele Di Bari resta prefetto a Napoli, concessa la proroga che allunga la sua attività all’Utg partenopeo oltre l’età massima consentita.
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Michele Di Bari
Michele Di Bari

L'orientamento positivo del ministero dell'Interno c'era già da qualche tempo. Ora è diventata certezza: c'è la proroga, la permanenza di Michele Di Bari alla prefettura di Napoli, andrà oltre i termini previsti.

Sessantasette anni compiuti il 2 gennaio 2026, Di Bari, in qualità di dirigente dello Stato nel Ministero dell'Interno, secondo le nuove normative che dal 2025 hanno innalzato il limite ordinamentale a 67 anni, sarebbe andato quest'anno in quiescenza. Ma la norma prevede anche la possibilità di trattenimento fino a 70 anni, su richiesta e valutazione positiva. E queste circostanze si sono verificate.

Pugliese, natali a Mattinata, sulla costa meridionale del promontorio del Gargano, provincia di Foggia, Michele Di Bari da quando è a Napoli – è stato nominato dal Consiglio dei Ministri a fine 2023 – ha stravolto l'idea di prefettura cui finora erano abituate le altre istituzioni, Comuni, area metropolitana, Regione Campania, e le forze dell'ordine. Anche chi lavora nell'Ufficio territoriale di governo di piazza del Plebiscito conferma che alcune peculiarità dell'attuale prefetto rappresentano una novità rispetto ai predecessori.

Il prefetto insolito di Napoli

Di che parliamo? Anzitutto la presenza sul territorio: non si contano le occasioni in cui il capo dell'Ufficio territoriale di governo decida di andare direttamente a verificare situazioni di ordine pubblico, siano esse intensificazione di sorveglianza dopo fatti delittuosi o calamità naturali (crolli, incendi, terremoti). Poi l'attenzione al "mattinale" di questura e carabinieri, ovvero a tutte quelle piccole e grandi questioni di cronaca che sviluppa la città e la sua complessa area metropolitana.

Disporre rafforzamento dei controlli e della presenza delle forze dell’ordine in determinate zone o convocare il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica sono prerogative di un prefetto ma negli ultimi due anni le iniziative sono all'ordine del giorno.

Questo super impegno ha un ricasco anche sugli enti locali: Comune di Napoli (ma anche le Amministrazioni dell'hinterland) e Regione Campania ne sono ben lieti poiché hanno, per così dire "guadagnato" un assessore alla Sicurezza, visto che Di Bari è quasi sempre il primo a rispondere su questioni di criminalità micro e macro o fatti delittuosi.

Questa onnipresenza sul territorio ha determinato anche una reazioni in termini di popolarità, tant'è che Di Bari è stato per settimane un papabile candidato civico alle Elezioni Regionali nel centrodestra. Lui ha sempre evitato di commentare,  la candidatura è poi sfumata ma a Roma – questo è quanto si dice – hanno apprezzato il profilo basso, concentrato solo sul lavoro.

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