Se ne andava in giro con la propria automobile nonostante dovesse stare in quarantena perché positivo al coronavirus. A finire nei guai è un 44enne di San Paolo Belsito, nel territorio nolano della provincia di Napoli. L'uomo, incensurato, è stato scoperto dai carabinieri durante un controllo del territorio ed ora rischia grosso: oltre alla violazione del testo unico sulle leggi sanitarie, il 44enne rischia anche la denuncia per epidemia colposa.

Il tutto è avvenuto nel territorio di Saviano: i carabinieri hanno fermato l'uomo per un controllo mentre era alla guida della propria automobile. Controllo che ha però ha certificato che si trattasse di una persona già risultata positiva al coronavirus, e sottoposta all'obbligo della quarantena domiciliare. Il 44enne, tra l'altro, era ben conosciuto dagli stessi militari, che avevano ricevuto nei giorni scorsi la comunicazione della sua positività al tampone da parte del presidio sanitario locale. E così, dopo le formalità di rito, per lui è scattata una prima denuncia per violazione delle normative sanitarie, che prevede un massimo di tre mesi di arresto o una multa fino a 206 euro, ma ora rischia anche l'accusa di epidemia colposa: un reato che in Italia era tra i pochi puniti in passato addirittura con la pena di morte, ma che oggi può costare dai tre ai dodici anni di carcere. Tra l'altro, là dove riconosciuta la chiara volontà di diffondere una epidemia, il reato diventa da "colposo" a "doloso", e prevede in caso di condanna la pena dell'ergastolo. Non è il primo caso che si verifica nell'ultimo periodo: dal negoziante di San Marcellino (Caserta) che era andato a lavorare nella propria attività nonostante fosse in quarantena perché positivo, all'uomo che invece era in autostrada con gli amici all'altezza di Afragola (Napoli) sebbene anch'egli sottoposto a quarantena domiciliare per positività al coronavirus, casi di questo genere sono in continuo aumento.