Pompei, picchia l’ex e la madre e le chiude in casa: arrestato, aveva già due condanne per stalking
Il 23 marzo la donna e sua madre sono nell’appartamento dove la coppia aveva convissuto. Lui arriva, le aggredisce a calci e pugni, si prende il cellulare della ragazza e chiude la porta a chiave. Per circa 45 minuti nessuna delle due può uscire. Quell'episodio, secondo la Procura di Torre Annunziata, è il punto d’arrivo di una persecuzione cominciata quando la relazione è finita. Gli agenti del commissariato di Pompei hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, firmata dal gip del tribunale oplontino, nei confronti dell’uomo. Dopo le formalità di rito è stato portato nel carcere di Salerno-Fuorni.
Le accuse sono maltrattamenti contro familiari o conviventi, atti persecutori aggravati, lesioni personali aggravate, diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, diffusione di riprese e registrazioni fraudolente e sequestro di persona. Tutto parte dalla denuncia della vittima. Gli investigatori hanno raccolto sommarie informazioni, acquisito la documentazione sanitaria e analizzato le comunicazioni telefoniche e telematiche. Ne sarebbe emerso un quadro preciso: l’uomo, che non accettava la fine del rapporto, avrebbe molestato e minacciato la ex con telefonate, messaggi e contatti sui social, anche da utenze sconosciute e da profili falsi.
Non solo il telefono. Sempre secondo la ricostruzione, l’indagato avrebbe fatto appostamenti e intrusioni nella vita privata della donna, fino all’aggressione di marzo, che ha lasciato lesioni a entrambe. C’è poi un precedente che pesa: l'uomo era già gravato da due sentenze di condanna per condotte persecutorie nei confronti della stessa donna. Due condanne, dunque, non sarebbero bastate a fermarlo.
Si tratta di una misura cautelare e per l'indagato vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. Il prossimo passaggio è l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice, dove potrà dare la sua versione dei fatti.