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Picchiata e violentata dal marito, scappa e lui la cerca a “Chi l’ha visto”. Tornano insieme, poi torna a maltrattarla

Scampia, periferia di Napoli: una lunga storia di violenze e bugie, di falsi cambiamenti e orribili maltrattamenti sotto il tetto coniugale. L’incubo è finito, si spera, con l’arresto del marito violento.
A cura di Redazione Napoli
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Questa storia, questo incubo, si conclude il 24 ottobre, ma – come sempre accade nei casi di maltrattamenti familiari – andava avanti da anni. Partiamo a ritroso. Martedì la Polizia di Stato si presenta, ordinanza in mano, a casa di un uomo di 31 anni, napoletano. L'ordinanza lo mette agli arresti domiciliari con le gravi accuse di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale aggravata e lesioni personali aggravate.

La decisione del gip arriva a seguito di una denuncia sporta lo scorso giovedì 5 ottobre 2023 dalla moglie dell’indagato. Bisogna fare un altro passo indietro: siamo a Scampia, periferia Nord di Napoli. E la donna aveva deciso di denunciare il consorte dopo essere stata in ospedale. Il marito, ubriaco, aveva preteso la consumazione di un rapporto sessuale contro la sua volontà e, al suo rifiuto, motivato dal fatto che la donna aveva formalmente comunicato al marito di volersi separare, l’aveva aggredita fisicamente. Lividi, escoriazioni, lesioni giudicate guaribili in 20 giorni.

Alla ricezione della denuncia, la Procura della Repubblica e il commissariato Scampia iniziano a indagare. Ed emerge un quadro grave, drammatico.  L’uomo teneva la moglie in trappola: ne controllava in maniera ossessiva la vita, le toglieva il telefono cellulare e le impediva di avere contatti con familiari ed amici nonché quotidianamente sul luogo di lavoro. Emergono altri precedenti: in più occasioni questo personaggio violento aveva offeso ed usato violenza fisica sulla consorte, minacciandola di morte qualora l’avesse lasciato, obbligandola ad avere rapporti sessuali, anche svegliandola nel corso della notte. Diceva che, essendo sposati, lei non poteva sottrarsi a tale dovere coniugale. Il tutto, purtroppo, anche in presenza dei figli minori. 

Non era nemmeno la prima volta che questa giovane donna chiedeva aiuto alle forze dell'ordine. Ancora un passo a ritroso nel tempo: anno 2020,  il bruto era stato denunciato dalla moglie per maltrattamenti in famiglia. In quella circostanza – spiegano dalla Questura di Napoli –  la donna si era fatta ospitare insieme ai due figli piccoli, in una struttura di accoglienza.

E il marito cosa aveva fatto?  Si era rivolto alla trasmissione Rai "Chi l’ha visto". Si era mostrato pentito e così la moglie aveva lasciato la struttura protetta ma non era tornata subito con lui,  era rimasta per un breve periodo trascorso nell’abitazione dei genitori.  La giovane maltrattata, notando un significativo cambiamento in positivo nei comportamenti dell’uomo – che aveva intrapreso un percorso rieducativo per uomini violenti presso i servizi sociali – ci aveva creduto, in questo cambio di rotta.

Dunque aveva perdonato il consorte ed erano tornati sotto lo stesso tetto. Purtroppo la sua volontà e la sua fiducia erano state per l'ennesima volta malriposte: quando la giovane sposa aveva cominciato a lavorare, l’uomo aveva ricominciato ad assumere una condotta gelosa in maniera inaccettabile e molto violenta. L'epilogo è storia di questi giorni.

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