La Campania oggi 10 novembre resta in zona gialla – rischio moderato – Covid. Sarà lo stesso domani? Difficile a dirsi. Il rischio che scatti la zona arancione o peggio ancora la zona rossa in Campania o in parti di essa (le aree con più contagi sono la provincia di Napoli e la provincia di Caserta) non è affatto fugato. I tecnici che per conto del ministero della Salute  sono in "missione napoletana" per capire di più del flusso di dati epidemiologici e sui posti letto disponibili non hanno scritto ancora un rigo sulla situazione campana e dunque non c'è al momento alcun verdetto. Forse non ci sarà fino alla fine della settimana, come ha spiegato il ministro Francesco Boccia (Affari regionali).

Dunque l'ordinanza di stasera del ministro Speranza cos'è? Semplicemente conferma cose già decise e acclarate circa la riclassificazione di alcune regioni italiane (Abruzzo, Basilicata, Liguria, Toscana, Umbria da gialla ad arancione, area rossa invece la Provincia autonoma di Bolzano). Per i soliti dubbiosi: basta notare che le misure entrano in vigore domani 11 novembre. Sarebbe stato impossibile un mini lockdown o una zona arancione così, ex abrupto, nel giro di poche ore.Restiamo dunque al quadro di qualche ora fa: per la Campania – unico caso su 20 regioni italiane – servirà ancora del tempo e siamo ormai a 48 ore.

Perché tanta attesa, perché tante difficoltà nel decidere? I numeri della Regione guidata da Vincenzo De Luca suggeriscono un quadro da zona a rischio giallo, la percezione è da rischio molto più alto: file davanti agli ospedali, difficoltà nell'accettazione di nuovi pazienti Covid nei nosocomi, poche ambulanze disponibili, perfino poche bombole d'ossigeno disponibili. La Regione e le Asl dicono che no, non è così. O meglio: è un quadro di difficoltà e sofferenza ma non come è stato dipinto (De Luca parla spesso di «aggressione mediatica» contro la Campania). I contagi ci sono ma forse siamo arrivati al picco oltre il quale è atteso finalmente un calo?

Dunque si fa come in una guerra: si mandano ispettori a controllare il campo di battaglia. E a capire quale sia la vera situazione. 

De Luca dice, come in una canzone di Francesco De Gregori, che non c'è niente da capire: la Campania è color limone e basta. Ecco cosa dichiara:

La collocazione di fascia della Campania è già stata decisa ieri, a fronte della piena rispondenza dei nostri dati a quanto previsto dai criteri oggettivi fissati dal ministero della Salute. Ho sollecitato io un'operazione trasparenza, pubblica e in tutte le direzioni, per eliminare ogni zona d'ombra, anche fittizia. Dunque non c'è più nulla da decidere e da attendere.

Non è vero, non è così: lo dimostrano le parole del presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, che proprio in mattinata aveva detto: «Noi riteniamo validi i dati della Campania, ma sono in corso approfondimenti per cogliere aspetti che potrebbero completare una analisi che è in corso». E oggi anche il presidente della Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (Fimmg) Silvestro Scotti denunciando un quadro di grave sofferenza della regione ha chiesto la zona rossa:

 La Campania, anche se è zona gialla, è una bomba a orologeria pronta a esplodere. Il problema dei dati è sempre come vengono letti i numeri. Rispetto alla quantità e qualità in del lavoro che viene espresso dai colleghi ospedalieri, eccezionale in questo periodo, sento solo parlare di posti letto disponibili o attivabili. Un posto letto non ha alcun significato in un processo di assistenza, bisogna collegarlo alle risorse umane che rendono quel posto letto realmente attivabile.

È proprio questo il punto: la Campania avrà anche centinaia di lettighe e di spazi disponibili ma se non ha medici e infermieri quegli spazi non possono essere definiti posti letto. 

Per questo ci sono gli ispettori del ministero della Salute: se così fosse sarebbe chiaro un dato che a molti già balza agli occhi: l'assistenza sanitaria in Campania non è più garantita a tutti, malati di Covid o di altre patologie. E tanto basta a dichiarare l'emergenza.