30 Novembre 2022
17:54

Parte Mobile Angel, lo smartwatch antiviolenza per chiedere aiuto con un tasto

Presentato il progetto Mobile Angel: uno smartphone collegato direttamente con la Centrale Operativa dei Carabinieri per difendere le donne vittime di violenza.
A cura di Nico Falco

Basta un tocco sull'orologio e la richiesta di aiuto arriva ai Carabinieri, completa di geolocalizzazione per un intervento più tempestivo. Una efficienza maggiore, che si coniuga anche con un notevole risparmio di tempo rispetto alla classica telefonata e un senso di maggiore protezione per chi lo indossa. Si basa su questi concetti "Mobile Angel", il dispositivo che è stato presentato questa mattina a Napoli e che è stato concepito per fornire maggiore protezione alle donne vittima di violenza.

Come funziona lo smartwatch antiviolenza Mobile Angel

Il dispositivo è collegato con una linea dedicata della Centrale Operativa dell'Arma dei Carabinieri e dotato di un sistema di localizzazione che permette alle forze di polizia più vicine di intervenire in caso di allarme. Dopo una prima sperimentazione, effettuata a Napoli tra il 2018 e il 2021, il progetto viene esteso anche a Roma e Milano; coinvolgerà 45 donne già vittima di episodi di violenza o stalking. Il progetto vede lavorare in sinergia Arma dei Carabinieri, procura della Repubblica di Napoli (sezione "Fasce deboli", coordinata dal procuratore aggiunto Raffaello Falcone), Fondazione Vodafone Italia e Soroptimist International Club Napoli.

In un anno 1.937 denunce e arresti per violenze

Fondazione Vodafone è da tempo impegnata in progetti che hanno come obiettivo la sensibilizzazione e il contrasto alla violenza di genere, per esempio con l’app BrightSky, che fornisce strumenti e supporto a coloro che hanno subito abusi o si trovano in situazioni di pericolo. Sosteniamo il progetto Mobile Angel – spiega Adriana Versino, presidente di Fondazione Vodafone Italia – perché crediamo che la tecnologia possa contribuire al contrasto della violenza di genere e possa dare uno strumento in più alle donne che si trovano in situazioni di rischio, aiutandole anche a trovare la fiducia e la sicurezza necessaria per ritrovare la propria libertà e la propria indipendenza”.

Soroptimist International, partner di Vodafone e Arma dei Carabinieri in questo progetto, ha già realizzato con tutte le forze dell'ordine "Una stanza tutta per sé", progetto dedicato all'audizione della donna che denuncia atti persecutori, maltrattamenti, stalking in un ambiente protetto dedicato all’accoglienza e all’ascolto; a novembre 2022 le Stanze allestite sono 212 in tutta Italia, con migliaia di donne accolte.

"Al fine di accrescere la percezione di sicurezza da parte delle donne – spiega Maria Giovanna Gambara, presidente del Club Napoli del Soroptimist International – segue il progetto sperimentale Mobile Angel, uno strumento tecnologico innovativo che infonda, alle vittime che entrano nei percorsi di denuncia, un senso di maggiore protezione e attenzione alla loro condizione. Infatti oltre ad una linea dedicata della Centrale Operativa dell’Arma dei Carabinieri, i device sono dotati di un sistema di geo localizzazione che permette , in ogni momento, l’esatta individuazione della posizione della donna".

"I dati diffusi qualche giorno fa dal Comando Provinciale Carabinieri di Napoli – conclude il generale di Brigata Enrico Scandoneforniscono una dimensione chiara e allarmante del fenomeno della violenza di genere. In poco meno di un anno 1937 persone sono state denunciate o arrestate per reati di questa tipologia. La sperimentazione di mobile angel, già inaugurata qui a Napoli tra il 2018 e il 2021, continuerà seguendo le stesse linee guida, in sinergia con l’Autorità giudiziaria e le realtà territoriali dell’associazionismo. Si tratta di uno strumento che permetterà alle donne in pericolo di allertare immediatamente le forze dell’ordine, assolvendo ad una funzione preventiva e deterrente. Grazie a questo dispositivo le donne, vittime di violenza, potranno vivere più serenamente la quotidianità con un prezioso alleato al polso”.

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