Pareti di cartone e water finti, la truffa della sala trasformata in centro migranti nel Napoletano

Sulla carta era tutto in regola: locale accogliente, stanze nuove, servizi igienici a sufficienza per ospitare fino a 350 persone. Tanto che l'appalto se lo erano aggiudicato senza troppi problemi, ricavandoci un milione e mezzo di euro nel giro di pochi mesi. Quando i migranti sono arrivati, però, sono cominciati i problemi: la struttura, ricavata in una sala banchetti, era soltanto una scenografia, costruita con pareti di cartone e i water soltanto appoggiati al muro, senza attacco fognario. La truffa era stata scoperta, le indagini della Guardia di Finanza hanno portato al sequestro eseguito oggi: sotto chiave 220mila euro in contanti oltre a beni mobili e immobili fino a raggiungere la somma di un milione e mezzo di euro.
La storia, paradossale, nasce nel 2015, nel pieno dell'emergenza migratoria. Servono posti per ospitare i richiedenti protezione internazionale, lo Stato è disposto ad erogare fondi per trovare strutture disponibili, già pronte per essere utilizzate o da riconvertire. È in questo contesto che, hanno ricostruito le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Napoli, ad un gruppo di imprenditori del settore turistico-alberghiero operanti tra Napoli e Giugliano scatta l'idea: modificare una sala di loro proprietà che si trova sul litorale Domitio e farla diventare un centro migranti. La scelta ricade su una struttura ufficialmente dichiarata come "sala per banchetti", nata come abusiva e successivamente condonata. Iniziano i lavori, in poco tempo sembra essere tutto pronto. Viene presentata la documentazione e tutto fila liscio: sembra tutto in regola, l'appalto viene aggiudicato e a stretto giro arrivano anche i fondi.
Il gioco si rompe quando, però, arrivano anche i migranti. Che, inevitabilmente, si rendono conto di essere finiti sul set di una sit com girata al risparmio: pareti finte, servizi igienici inutilizzabili. Cominciano le proteste, c'è anche l'interessamento di qualche politico locale e ovviamente delle forze dell'ordine. Nel dicembre 2015, una volta chiaro il raggiro, la Prefettura dispone il trasferimento dei migranti. Col prosieguo delle indagini è arrivato il sequestro eseguito oggi, 18 marzo, su disposizione del gip del Tribunale di Napoli; i reati contestati agli imprenditori sono turbata libertà degli incanti e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.